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IMSA – In 56 a Sebring con le novità Valkyrie, Hartley e Correa

Sono 56 le vetture iscritte alla 73ma edizione della 12 Ore di Sebring, seconda tappa del WeatherTech SportsCar Championship. Rispetto agli equipaggi che hanno disputato l’ultima Rolex24 at Daytona un paio di inserimenti sostanziali nelle figure di Brendon Hartley e Juan Manuel Correa.

Il factory driver Toyota, dopo aver partecipato al season opener sulla Cadillac #10 del WTR, per questa gara si unirà alla line-up della V-Series.R #40 in sostituzione di Alex Lynn, insieme a Louis Deletraz e Jordan Taylor. Non ne abbiamo la certezza, ma l’appiedamento potrebbe essere una misura “punitiva” per il pilota britannico dopo il recente crash fratricida di Lusail nel WEC.

Correa

L’altra novità di spicco è il debutto nella serie IMSA di Juan Manuel Correa sull’Oreca LM P2 #2 di United Autosports. Il pilota ecuadoriano, naturalizzato statunitense, ha disputato due stagioni parziali tra ELMS e WEC con PREMA Racing nel biennio 2022-2023, contribuendo al titolo continentale del team tricolore con la vittoria in Algarve. Correa si unirà all’equipaggio composto dal campione in carica della categoria, Nick Boulle, e Ben Hanley, anche nei restanti round della Michelin Endurance Cup.

Ovviamente occhi puntati anche sul debutto nella serie dell’Aston Martin Valkyrie, nelle mani di Ross Gunn, Roman De Angelis ed Alex Riberas, tutti reduci dalla non esaltante prestazione alla prima uscita assoluta della LMH britannica nella serie mondiale. Presente la Lamborghini SC63 con Mirko Bortolotti, Romain Grosjean e Daniil Kvyat.

Altre novità riguardano l’avvicendamento di Jon Field con Jeremy Clark nei ranghi di Inter-Europol, mentre Kaku Ohta, protegè Honda, proseguirà il proprio percorso di apprendimento presso ERA Motorsport insieme a David Heinemeier Hansson e Tobias Lütke dopo la prima esperienza con l’Acura #93 del Meyer Shank Racing. Ancora ignoto invece il nome del terzo pilota della Porsche GTP del JDC-Miller a fianco di Gianmaria Bruni e Tijmen Van der Helm, coadiuvati a Daytona da Bryce Aron e Pascal Wehrlein.

Rexy

Livrea modificata nel muso per la Porsche GTD Pro di AO Racing: la popolare “Rexy” ha infatti messo l’apparecchio ortodontico dopo i contatti di Daytona.

Sempre tra le GT, da segnalare che Giacomo Altoè ha guadagnato il posto di full-season driver sulla Ferrari del DragonSpeed insieme ad Albert Costa e Davide Rigon, mentre sulla 296 GT3 di Cetilar Racing tornerà in azione Giorgio Sernagiotto insieme a Lorenzo Patrese ed Antonio Fuoco. Si tratterebbe della prima gara alla quale non prende parte Roberto Lacorte, storico patron dell’effort tricolore.

Relativamente al BoP, atteso che a Daytona vigono equivalenze specifiche, tantissime le variazioni rispetto ai test di inizio febbraio, al punto che si potrebbe definire totalmente differente.

In breve, a livello di peso minimo passiamo dai 1.030 kg delle BMW (-3 kg rispetto a febbraio) ai 1.080 kg delle Cadillac (+20 kg). Le potenze massime variano ora dai 498 kW delle Acura sotto i 230 kmh ai 520 kW della Lambo. Ridotti in generale i fattori di correzione di potenza oltre i 240 kmh, a parte per Porsche e Aston Martin.

Sensibile riduzione per la Valkyrie rispetto ai test (-9 MJ) ma anche per le Acura (-8 MJ) nel valore massimo di energia per stint. Le ARX-06 detengono il minor valore di 901 MJ per stint contro, al contrario, i 912 MJ delle Acura.

L’azione in pista a Sebring inizierà giovedí 13 marzo alle 10.05 AM ET con le prime libere. Qualifiche venerdí 14 alle 11.25 AM ET, le 16.25 nostrane, e start della gara alle 10.10 AM ET, le 15.10 italiane di sabato 15 marzo. Diretta streaming di libere e qualifiche sul sito IMSA e sui relativi canali social.

Piero Lonardo

Foto: IMSA, United Autosports

L’entry list di Sebring

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IMSA – Campbell chiude in bellezza i test di Sebring. La Valkyrie delude, Lamborghini out anticipato

Matt Campbell chiude al comando i test di Sebring in vista della 12 Ore IMSA. col tempo di 1.48.215 ottenuto nella sessione del mattino della terza ed ultima giornata.

L’alfiere di Porsche Penske ha superato di un quarto di secondo il best lap ottenuto mercoledí da Mathieu Jaminet, lasciando a oltre 3 decimi Louis Deletraz e Felipe Nasr, che lo inseguono nella graduatoria dei tempi di ieri rispettivamente con la Cadillac #10 del WTR e l’altra Porsche ufficiale.

Come da copione il Team Penske ha approfittato dell’ultima giornata, ricordiamo riservata ai soli prototipi, per fare girare gli assi dell’IndyCar, Josef Newgarden e Scott McLaughlin, sulle sue 963.

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Parziale delusione per l’Aston Martin Valkyrie, che si è fatta notare più per il sound del motore V12 che per le prestazioni in pista, accreditata della decima e peggiore prestazione assoluta tra le GTP, a 1”8 dal leader.

La precede la Lamborghini SC63, che ha fattole valigie anticipatamente per un non meglio precisato nuovo problema tecnico.

Tra le LM P2 Paul di Resta con l’Oreca #22 di United Autosports ha scalzato il primato della categoria con 1.49.957, precedendo di soli 42 millesimi Bijoy Garg di Inter-Europol. P3 per Hunter McElrea del TDS,. Quasi mezzo secondo.

Ufficializzati nel frattempo i piloti full-season dell’effort di heart of Racing in GTD in Casper Stevenson e Tom Gamble. Da definire chi sostituirà quest’ultimo negli impegni di Laguna Seca e del CTMP contestuali ad altrettante gare del WEC, atteso che Zach Robichon si unirà al duo per le restanti gare della Michelin Endurance Cup.

L’appuntamento con il WeatherTech SportsCar Championship è per le prime libere della 73ma edizione della 12 Ore di Sebring, in programma alle 10.05 AM ET di giovedí 13 marzo.

Piero Lonardo

Foto: Porsche Motorsport, IMSA

I risultati combinati al termine del Day 3

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IMSA – Jaminet fa volare la Porsche nel Day 2 dei test di Sebring

Porsche subito padrona al Sebring International Raceway nella seconda giornata di test, con Mathieu Jaminet a fissare il limite (ricordiamo che martedí la pista era riservata alle sole GT) con 1.48.465 al termine della prima delle tre sessioni in programma, migliorando il proprio stesso limite, stabilito ad inizio turno, di ulteriori 4 decimi.

La lunga sessione pomeridiana è stata invece appannaggio di Scott Dixon, che nelle fasi finali delle ben 4h30’ previste ha scalzato con l’Acura #60 dalla cima della lista dei tempi Scott Campbell per appena 3 millesimi con la seconda migliore prestazione della giornata di 1.49.057.

Sempre nel medesimo turno, Jack Aitken ha portato la Cadillac del Whelen Racing a 7 decimi dal leader, che si è infine ripetuto nelle due ultime ore in notturna, unico a scendere sotto l’1’49”.

Occhi puntati ovviamente sull’Aston Martin Valkyrie, che dopo alcuni problemi al mattino, ha potuto poi girare con continuità nelle mani dei soli Alex Riberas e Roman de Angelis, pur chiudendo con tempi ben lontani dal limite assoluto.

Da segnalare che, oltre a Ross Gunn del THOR team, anche le due stelle dell’IndyCar, Josef Newgarden e Scott McLaughlin non hanno preso la pista (presumibilmente entreranno in azione oggi, dati anche i test IndyCar in programma per il 17-18 febbraio), cosí come la Lamborghini SC63 fin qui è stata gestita dal solo Romain Grosjean. Antonio Serravalle, al contrario, si è aggiunto alla pattuglia del JDC-Miller.

Tra le LM P2, dominio assoluto di Inter-Europol, con i suoi tre piloti, Bijoy Garg, Tom Dillmann e Jon Field, al top col primo autore di 1.50.065 nel turno pomeridiano. A oltre 7 decimi i migliori degli “altri”, Mathias Beche del PR1 Mathiasen, e Hunter McElrea del TDS.

Da segnalare due red flag, una al mattino generata da David Heinemeier Hansson al volante della vettura di ERA Motorsport, e quella, propiziata da Felipe Fraga e dall’Oreca del Riley Motorsport che ha chiuso con leggero anticipo il turno serale.

Nell’ultima giornata riservata alle GT è salita in cattedra la Mercedes del Korthoff Competition, grazie a Maxi Goetz, che in notturna ha notevolmente alzato l’asticella rispetto al miglior tempo di martedí della Ferrari di Jan Heylen con 2.00.867. Segue comunque una 296 GT3, la #021 di Triarsi Competizione di Mike Skeen, a raccogliere il testimone nel pomeriggio dal veterano belga.

Tempi di minor rilievo in GTD Pro, dove è BMW del Paul Miller Racing con Jesse Krohn a chiudere al comando con 2.02.237 sulla Ford Multimatic di Seb Priaulx e sull’altra M4 GT3 di Connor De Philippi.

I test di Sebring si chiuderanno oggi con due sessioni riservate alle sole GTP ed LM P2 dalle 8:00 AM alle 12:00 PM e dalle 1:00 alle 4:00 PM locali.

Piero Lonardo

Foto: Porsche Motorsport

I risultati combinati del Day 2

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IMSA – La Ferrari Conquest al top nella prima giornata dei test di Sebring

Iniziati ieri i test collettivi propedeutici alla 73ma edizione della 12 Ore di Sebring, secondo atto del WeatherTech SportsCar Championship 2025.

Come da programma, la prima giornata è stata riservata alle GT: due le addizioni rispetto all’entry list provvisoria diffusa nei giorni scorsi, la prima riguarda la Lexus #12 per Parker Thompson, Jack Hawksworth, Frankie Montecalvo, insieme a Ben Barnicoat. Quest’ultimo, già listato sulla RC F GT3 #14 iscritta in GTD Pro, è reduce dal successo di domenica a Dubai nell’Asian Le Mans Series. La vettura citata non ha però preso la pista nelle prime due sessioni.

La seconda macchina originariamente non prevista è la Ferrari del Conquest Racing, e proprio questa, nelle mani di Jan Heylen, è risultata la più veloce al termine delle due sessioni a disposizione col tempo di 2.01.737, dopo aver primeggiato anche nel primo turno.

La 296 GT3 #34 è stata iscritta a questi test anche per Jaden Conwright, noto per essere stato il primo pilota a far parte del programma IMSA Diverse Driver Scholarship, ma dovrebbe vedere al volante per tutta la stagione Manny Franco e Daniel Serra, indisponibili per queste date, con Cedric Sbirrazzuoli e Giacomo Altoè a completare la line-up della squadra diretta da Eric Bachelart alla Rolex24.

A seguire le tre Mercedes di Korthoff Competition Motors, Lone Star Racing e Winward Racing, con distacchi all’interno di 4 decimi per Maxi Goetz, Scott Andrews e Phil Ellis rispettivamente.

Al top nelle GTD Pro, classe gravata più di altre dalle tante assenze, la Lexus con Aaron Telitz, autore di 2.02.829, appena l’ottava prestazione assoluta di questo day 1, a precedere le due Ford Multimatic di Ben Barker, al ritorno dopo l’incidente alla clavicola, e Christopher Mies.

La sessione del mattino ha visto due interruzioni propiziate dalla Porsche di AO Racing e dalla Lamborghini del Forte Racing. Entrambe le vetture hanno in seguito ripreso la pista.

Da oggi si riparte a capacità completa. Iscritta all’ultimo momento anche la Lamborghini SC63, di cui inizialmente non si aveva traccia, per Romain Grosjean ed Andrea Caldarelli. I nomi di Philipp Eng e Robin Frijns sono stati invece eliminati dagli equipaggi delle due BMW M Hybrid V8.

Piero Lonardo

Foto: IMSA

I risultati combinati del Day 1

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IMSA – In 37 per i test di Sebring con tante assenze

La prossima settimana il Sebring International Raceway sarà la sede di una tre giorni di test che vedrà impegnati i protagonisti del WeatherTech SportsCar Championship.

Ben 37 le vetture previste, col ritorno sulle piste americane dell’Aston Martin Valkyrie, già vista a novembre a Daytona, in vista del debutto in gara nella 12 ore di metà marzo, nelle mani dell’equipaggio designato formato da Ross Gunn, Roman de Angelis, che per l’occasione verranno affiancati dal neotitolare WEC Alex Riberas.

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In casa Porsche, dopo il successo alla Rolex24, ritorno sulle 963 dopo il successo di Daytona 2024 per il due volte vincitore della Indy 500, Josef Newgarden, e debutto per un altro alfiere del team Penske in IndyCar, Scott McLaughlin, già vincitore qui nel 2023 tra le LM P2 con l’Oreca del Tower Motorsports. Da escludere l’eventuale partecipazione a Le Mans dei due assi IndyCar, stante la concomitanza con la gara al WWTR.

Solo una la Cadillac presente per il WTR, stante i danni sostenuti a Daytona dalla V-Series. R #40, per i soli quattro piloti full-season, e novità Sennang Fielding quale terza forza sulla Porsche del JDC-Miller; non risultano infine listate la Lamborghini SC63, nè tantomeno la Porsche Proton.

Nove le LM P2, con la novità Kaku Ohta sull’Oreca di Era Motorsport dopo il debutto sull’Acura GTP del Meyer Shank Racing, e Matias Perez Companc al fianco del padre Luis sulla vettura di AF Corse. Casella bianca infine sulla entry di Inter-Europol che dovrebbe proporre in gara il campione in carica della categoria, Tom Dillmann, Jon Field e Bijoy Garg.

Solo sei le GTD Pro iscritte, le due Ford Multimatic, le due BMW del Paul Miller Racing, la Lexus del Vasser Sullivan e la Porsche di AO Racing; quest’ultima riporta anche il campione ELMS 2024 Jonny Edgar, listato anche sull’Oreca del team statunitense. Assenti rispetto alle aspettative le due Corvette, la Lamborghini di Pfaff Motorsports e la Ferrari di DragonSpeed, che dovrebbero comunque tutte essere della partita di qui a un mese.

Il contingente delle Rosse sarà rappresentato dalle due sole 296 GT3 di Triarsi Competizione iscritte in GTD. Appena dodici le entry confermate in rappresentanza anche di Corvette, compresa la Z06 GT3.R trionfatrice con merito a Daytona di AWA Racing, Mercedes Lamborghini, Porsche, BMW e Aston Martin. Sulla Vantage GT3 #27 vengono riportati i soli Tom Gamble, neopromosso sulla Valkyrie WEC, e Casper Stevenson.

A Sebring l’azione inizierà martedí 11 febbraio con le sole GT; il giorno successivo entreranno in pista anche i prototipi, che andranno a chiudere la tre giorni di test giovedí 13.

Piero Lonardo

Foto: Porsche Motorsport, IMSA

L’entry list dei test di Sebring

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IMSA – Clamoroso: tolto il successo di Daytona tra le LM P2 a Tower Motorsports, vince United Autosports

Revocata la vittoria di Tower Motorsports a Daytona fra le LM P2. Malauguratamente, durante le verifiche post-gara, il pattino posto sotto la carrozzeria è risultato essere più consumato dei 5 mm previsti dal regolamento, ed è pertanto scattata la penalizzazione che piazza John Farano, Sebastien Bourdais, Job Van Uitert e Sebastian Alvarez in fondo alla classifica di categoria.

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Il problema sarebbe stato causato da un ammortizzatore posteriore mal funzionante. Il successivo reclamo del team è stato ricusato dall’IMSA.

La vittoria è stata quindi assegnata all’equipaggio di United Autosports, composto da Dan Goldburg, Paul di Resta, Rasmus Lindh e James Allen, elevando al secondo posto la vettura del Riley Motosports e al terzo quella del PR1 Mathiasen.

Ulteriore penalizzazione, meno impattante ai termini della classifica, per la Ferrari #021 di Triarsi Competizione. Stevan McAleer avrebbe guidato durante la notte per più delle quattro ore consentite – precisamente 4h15’- su un periodo di sei ore. La vettura, che aveva concluso all’undicesimo posto tra le GTD, è stata classificata al 22mo ed ultimo posto di classe.

Piero Lonardo

Foto: United Autosports, Tower Motorsports

Il nuovo ordine di arrivo della 63ma Rolex 24 at Daytona

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IMSA – Porsche trionfa nuovamente a Daytona. Bourdais porta al successo Tower Motorsports in LM P2. A Ford Multimatic e alla Corvette AWA gli allori in GT

Porsche bissa il successo dello scorso anno a Daytona con la 963 Penske #7 di Felipe Nasr, Laurens Vanthoor e Nick Tandy; quest’ultimo diventa il primo pilota ad avere trionfato in tutte e quattro le maggiori corse di 24 ore.

Una vittoria contestata soprattutto dalla BMW #24 partita dalla pole con Dries Vanthoor che ha resistito fino all’ultimo alle due 963, e che alla fine si deve accontentare della quarta piazza ad un giro a causa dei danni sostenuti negli ultimi minuti di gara.

A Porsche sfugge peró la doppietta, con Tom Blomqvist, già vincitore qui un paio di volte, ad avere la meglio con la sua Acura ad appena 4’ dalla bandiera a scacchi, su Matt Campbell. Nove le GTP al traguardo sulle dodici iscritte, anche se, oltre alla comparsa Lamborghini, alla Cadillac distrutta da Luis Deletraz e alla Porsche Proton fermata da un problema alle sospensioni, solo i primi quattro sono stati effettivamente in grado di lottare fino alla fine per il primato. Riguardo i nostri colori, ottimo debutto per Gianmaria Bruni con JDC-Miller, sesto al traguardo.

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Sfugge invece l’ennesima impresa in LM P2 ad ERA Motorsport, buttata fuori da Mathias Beche con la entry del PR1 Mathiasen a 20’ dalla fine. L’inevitabile penalità lascia Sebastien Bourdais davanti dopo aver condotto a lungo nelle fasi finali, grazie anche ai problemi tecnici sostenuti da “Spike”, comodamente al comando con meno di 70’ sul cronometro. Da ricordare che l’Oreca #8 era sfuggita miracolosamente alla massiva melèe dell’ottava ora con danni marginali. Completano il podio nella consueta corsa ad eliminazione della categoria la #22 United Autosports nonostante le tante penalità e la vettura di Riley Motorsports impreziosita dalla presenza di Felipe Massa.

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Finale al coltello in GTD Pro, con le Corvette decise a fare pagare il precedente sgarbo alla BMW #1 del Paul Miller Racing. Tra le due Ford Multimatic, cui va riconosciuto il merito di una gara assolutamente corretta, con il successo della #64 di Christopher Mies, Fred Vervisch e Dennis Olsen, si piazza la Z06 GT3 R #3. A Nico Varrone, al volante della gemella nell’ultimo stint, è stato fatto scontare un contatto “di troppo” nei confronti di Kelvin Van der Linde, il quale comunque – va detto – non si era assolutamente risparmiato nei confronti delle GT gestite da Pratt Miller nemmeno nelle fasi finali, e che chiude comunque al quarto posto.

Gravate da contatti e danni nel finale anche “Rexy”, la Porsche di AO Racing che la Corvette del Trackhouse by TF. Solo P6 per la Ferrari del DragonSpeed, protagonista di una gara senza particolari acuti nonostante una line-up top e l’expertise al box di Risi Competizione.

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Corvette riesce infine a portare al successo nella gara più prestigiosa una sua vettura in GTD. AWA Racing, soprattutto grazie agli innesti di Marvin Kirchofer e Lars Kern, ha tenuto a bada dalla mattinata il resto del lotto. Nel finale è stato però Matt Bell a piazzare il sorpasso decisivo nei confronti di Mattia Drudi e della sua Aston Martin. Il riminese chiude comunque a podio dietro la Porsche del Wright Motorsports.

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Poca fortuna oggi per le tante Ferrari schierate; alla fine la migliore rimane la #50 AF Corse trascinata da Riccardo Agostini ed Arthur Leclerc, settima. Menzione d’onore per la 296 GT3 di Cetilar Racing, in zona podio nonostante un equipaggio giovanissimo fino al ritiro per un problema di elettronica, e per le Lamborghini di Forte Racing, assoluta protagonista delle fasi iniziali, e del WTR, causa scatenante dell’ultima Full Course Yellow con le sospensioni ko.

E’ tutto per questo season opener dell’endurance internazionale. Il WeatherTech SportsCar Championshio tornerà a metà marzo con la 73ma edizione della 12 Ore di Sebring; nel frattempo occhi puntati sull’apertura del WEC in Qatar a fine febbraio.

Piero Lonardo

Foto: Porsche Motorsport, Tower Motorsports, Multimatic Motorsport, AWA Racing, Roberto Viva

L’ordine di arrivo della 63ma Rolex 24 at Daytona

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IMSA – Daytona, una serie di colpi di scena a due sole ore dalla fine

Il finale di questa Rolex 24 at Daytona si annuncia come sempre caliente, e diversi colpi di scena stanno aiutando a prepararne la trama. Per prima la Corvette #4, che nel corso della 21ma ora prende il comando della GTD Pro con Tommy Milner. La BMW #1 in seguito si riporta alle spalle del battistrada anche perchè a “dare una mano” davanti c’è l’altra M4 GT3 Evo di Augusto Farfus.

Dopo alcuni minuti, la direzione gara decideva per un drive through per la BMW #48, in forte ritardo a seguito del crash multiplo occorso nel primo terzo di gara. Nel frattempo però De Philippi andava a scontrarsi col posteriore della Z06 GT3.R, rovinando la carrozzeria.

Le riparazioni minime nel successivo pit di Milner, nel frattempo scavalcata dalla BMW, non sortivano effetto ed il box Pratt Miller era invitato a ripetere l’intervento a pochi minuti dallo scadere della 22ma ora. Nico Varrone usciva dietro alla concorrenza ma grazie alla successiva Full Course Yellow lo svantaggio veniva minimizzato, trovandosi alle spalle di Christopher Mies con la Ford #65 e davanti a Kelvin Van der Linde, subentrato a De Philippi.

Una nuova neutralizzazione dicevamo, la 13ma della giornata, causata dall’Oreca LM P2 di AF Corse, leader della categoria, ferma lungo la pista. Via libera quindi ancora una volta a “Spike” di AO Racing, con Oliver Rasmussen a superare al restart nientemeno Sebastien Bourdais con l’entry di Tower Motorsports.

La neutralizzazione ricompattava nuovamente anche il gruppo di testa, e al box Penske per sicurezza provvedevano a stringere il più possibile il cofano posteriore della Porsche #6, che al restart resisteva all’Acura di Tom Blomqvist, unica altra GTP a pieni giri, mentre davanti infuriava la battaglia tra Dries Vanthoor e Felipe Nasr, al momento a vantaggio del campione in carica IMSA, in vista degli ultimi 120’ di gara.

Concludiamo con la GTD, dove Mattia Drudi veniva mandato in testacoda alla Mercedes di Daniel Morad.  Dietro la Corvette AWA, a lungo al comando della categoria, al restart cedeva alla Porsche del Wright Motorsports di Ayancan Guven, mentre Drudi, risalito in P4, cedeva il passo a Lucas Auer con la Mercedes Winward. Dal cnetro gruppo però emergeva anche la Lamborghini del WTR che con Danny Formal si insediava alle spalle della 911 GT3 R #120.

Piero Lonardo

Foto: IMSA

La classifica dopo la 22ma ora di gara

AWA

IMSA – Daytona, 20ma ora: la BMW ringrazia Herta e tenta il contrattacco

La BMW #24 sembra al momento l’unica reale alternativa alle Porsche Penske entrando nell’ultimo sesto di gara a Daytona. Philipp Eng ringrazia l’undicesima Full Course Yellow, provocata dall’Oreca LM P2 del Crowdstrike by APR all’inizio della 19ma ora di gara, per ricongiungersi alle due 963 ufficiali.

Colton Herta, vincitore peraltro qui in GT proprio col marchio di Monaco, terminava rovinosamente nelle gomme a protezione di curva 5; al restart poi Alessandro Pier Guidi con la Ferrari AF Corse #21 e Scott Andrews con la Mercedes del Lone Star Racing si giravano ed il pilota ufficiale del Cavallino terminava la propria corsa sull’incolpevole Lamborghini di Misha Goikhberg chiamando nuovamente in causa la vettura di servizio.

Alla successiva ripartenza, errore di Filipe Albuquerque, che spingeva fuori l’altra M Hybrid V8 già gravata da diversi giri a causa delle penalità accumulate. Via libera quindi per Kevin Magnussen, con l’ex-F1 ad installarsi tra le due Porsche di testa con poco meno di cinque ore residue di gara con la #7 ora davanti alla #6.

In LM P2, una penalità per speeding in pitlane vanificava la rimonta della #22 di United Autosports, lasciando ancora una volta strada libera ad AO Racing. “Spike” però sarà costretta a propria volta ad attraversare la pitlane per problemi di pressione delle gomme appena terminata la ventesima ora di gara, a vantaggio della #88 di AF Corse.

In GTD Pro, Madison Snow e la BMW #1 del Paul Miller Racing riuscivano a chiudere sulla Porsche di AO Racing, che come altre GT approfittava della lunga neutralizzazione per cambiare i dischi freno, attività resasi indispensabile  dopo un lungo alla Le Mans chicane di “Rexy”. Ad inseguire da presso la Corvette #4, spinta da un Nico Varrone super, mentre al contrario l’altra Z06.GT3.R subiva una battuta d’arresto per il drive-through comminato per il contatto con la Ferrari del DragonSpeed.

Il marchio del Kentucky si rifà in GTD, dove AWA sta perfezionando una gara spettacolare, grazie soprattutto a Marvin Kirchofer e Lars Kern. La Corvette #13 conduce ora di misura sulla Porsche del Wright Motorsports e sull’inesorabile Mercedes di Winward Racing.

Piero Lonardo

Foto: AWA

La classifica dopo la 20ma ora di gara

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IMSA – Le Porsche mostrano i denti a 7 ore dal termine della Rolex24

Le due Porsche Penske hanno sfruttato nuovamente al meglio un lungo periodo di corsa libera per consolidare la propria leadership a Daytona. A sette ore dalla bandiera a scacchi infatti Kevin Estre conduce su Matt Campbell con largo margine sulla BMW di Philipp Eng e l’Acura di Scott Dixon. Ancor più lontana la Cadillac #10 di Brendon Hartley, unica altra GTP a pieni giri.

La decima neutralizzazione, generata dall’Oreca LM P2 di Tom Dillmann, ferma in curva 2, al termine della quattordicesima ora, ha permesso a Tom Blomqvist di riagganciare e superare una delle due 963, ma lo split è durato poco e le due Porsche ufficiali sembrano in grado di poter effettuare l’allungo decisivo, anche nonostante la piccola disavventura del campione WEC in carica, lungo a gomme fredde a metà della 17ma ora, ma presto di nuovo al timone della gara.

Tra le LM P2 il manico di Sebastien Bourdais ha portato in alto l’Oreca del Tower Motorsports su Toby Sowery e l’entry del Crowdstrike by APR. Il contatto con la Corvette di AWA di Lars Kern, non sanzionato dalla direzione gara, ha allontanato Paul-Loup Chatin e la vettura di ERA Motorsport, precipitata in P5 dietro anche ad AO Racing e all’unità residua di United Autosports.

Contatto ben più rilevante, ugualmente non sanzionato, per la leadership in GTD fra la Porsche del Wright Motorsports e l’Aston Martin dello Heart of Racing, al termine del 15mo giro di lancette. La 911 GT R si rimpossessa del comando della categoria dopo il drive-through assegnato alla Mercedes del Winward Racing per comportamento improprio ai box.

La AMG GT3 #57, come già accaduto lo scorso anno in varie occasioni, aveva messo quasi un giro di vantaggio sui suoi inseguitori, ma il testimone della casa tedesca è stato raccolto dalle altre due entry di Lone Star Racing e Korthoff Competition.

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P5 per la migliore delle Ferrari, la #50 di AF Corse, caricata dal deb di lusso Arthur Leclerc. Problemi invece per la 296 GT3 del Conquest Racing, costretta ad una lunga sosta per sostituire il triangolo di una sospensione.

In GTD Pro infine, ancora tutto assolutamente in gioco, con la popolare “Rexy” ancora al comando sulla Ford #65 la BMW #1 del Paul Miller Racing e la Corvette #3. Le nove vetture ancora a pieni giri comprendono anche la Ferrari di DragonSpeed in P6 mentre inizia a fare capolino la luce del mattino.

Piero Lonardo

Foto: Porsche Motorsport, Roberto Viva

La classifica dopo la 17ma ora di gara