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IMSA – Le Porsche mostrano i denti a 7 ore dal termine della Rolex24

Le due Porsche Penske hanno sfruttato nuovamente al meglio un lungo periodo di corsa libera per consolidare la propria leadership a Daytona. A sette ore dalla bandiera a scacchi infatti Kevin Estre conduce su Matt Campbell con largo margine sulla BMW di Philipp Eng e l’Acura di Scott Dixon. Ancor più lontana la Cadillac #10 di Brendon Hartley, unica altra GTP a pieni giri.

La decima neutralizzazione, generata dall’Oreca LM P2 di Tom Dillmann, ferma in curva 2, al termine della quattordicesima ora, ha permesso a Tom Blomqvist di riagganciare e superare una delle due 963, ma lo split è durato poco e le due Porsche ufficiali sembrano in grado di poter effettuare l’allungo decisivo, anche nonostante la piccola disavventura del campione WEC in carica, lungo a gomme fredde a metà della 17ma ora, ma presto di nuovo al timone della gara.

Tra le LM P2 il manico di Sebastien Bourdais ha portato in alto l’Oreca del Tower Motorsports su Toby Sowery e l’entry del Crowdstrike by APR. Il contatto con la Corvette di AWA di Lars Kern, non sanzionato dalla direzione gara, ha allontanato Paul-Loup Chatin e la vettura di ERA Motorsport, precipitata in P5 dietro anche ad AO Racing e all’unità residua di United Autosports.

Contatto ben più rilevante, ugualmente non sanzionato, per la leadership in GTD fra la Porsche del Wright Motorsports e l’Aston Martin dello Heart of Racing, al termine del 15mo giro di lancette. La 911 GT R si rimpossessa del comando della categoria dopo il drive-through assegnato alla Mercedes del Winward Racing per comportamento improprio ai box.

La AMG GT3 #57, come già accaduto lo scorso anno in varie occasioni, aveva messo quasi un giro di vantaggio sui suoi inseguitori, ma il testimone della casa tedesca è stato raccolto dalle altre due entry di Lone Star Racing e Korthoff Competition.

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P5 per la migliore delle Ferrari, la #50 di AF Corse, caricata dal deb di lusso Arthur Leclerc. Problemi invece per la 296 GT3 del Conquest Racing, costretta ad una lunga sosta per sostituire il triangolo di una sospensione.

In GTD Pro infine, ancora tutto assolutamente in gioco, con la popolare “Rexy” ancora al comando sulla Ford #65 la BMW #1 del Paul Miller Racing e la Corvette #3. Le nove vetture ancora a pieni giri comprendono anche la Ferrari di DragonSpeed in P6 mentre inizia a fare capolino la luce del mattino.

Piero Lonardo

Foto: Porsche Motorsport, Roberto Viva

La classifica dopo la 17ma ora di gara

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IMSA – Acura e Porsche si alternano al comando nella notte di Daytona

Siamo oltre la metà percorrenza a Daytona e dopo il tramonto la gara ha visto l’alternanza fra le due Porsche Penske e l’Acura #60 del Meyer Shank Racing. Le due 963 ufficiali hanno cercato di cementare la leadership uscendo dal primo terzo di gara, interrotto però dall’ennesima neutralizzazione per il contatto fra la Corvette del DXDT Racing e una Mercedes, probabilmente la #57.

Questo tira e molla permetteva anche alla Cadillac del Whelen Racing di rimanere fra i primi; purtroppo l’equipaggio della #31 ha in seguito dovuto cedere i propri sogni di vittoria sul banking nelle mani di Frederik Vesti.

Dopo la nuova Full Course Yellow come da tradizione nella notte, è seguito un lungo periodo di corsa libera in cui la squadra del Captain ha tentato di ristabilire le distanze, chiudendo con un uno-due alla metà gara, punti buoni per l’Endurance Cup.

Un principio di incendio sulla sfortunata Corvette #36 permetteva anche all’Acura #60 di ricongiungersi e di detenere il comando al termine della 13ma ora, comando che perdurava anche dopo la nuova interruzione per i detriti lasciati dall’Oreca #22 di United Autosports, prima di cedere nuovamente alla #6 di Matt Campbell. A pieni giri ancora anche l’Acura #10, la BMW #24 e la Porsche del JDC Miller.

Out invece la Porsche Proton dopo un problema sostenuto alla sospensione posteriore sinistra acclarato da un testacoda da parte di Nico Pino, mentre l’altra BMW procede staccata di due tornate a causa di una penalità di ben 3’12″ di stop per non aver interpretato correttamente il wave by.

Sei macchine nel giro di testa in LM P2, con AF Corse a prendersi la leadership della categoria dopo un lungo periodo di dominio da parte della entry di AO Racing, specialmente grazie al vincitore dell’ultima Le Mans, Nicklas Nielsen. A contendere il primato, principalmente “Spike”, la #99 di AO Racing.

Gara ancora in bilico in GTD Pro, con le due Porsche Proton Competition e soprattutto di AO Racing a prendere le redini della categoria sulle due Corvette, le quali hanno ereditato il ruolo di major contender dalle Ford nonostante un drive through per ognuna.

In GTD infine, la bella prova della Ferrari di Inception Racing, a lungo al top sotto le luci artificiali. è giunta purtroppo al termine, come anche quella di Cetilar Racing, quest’ultima per problemi di elettronica. La palma del leader è stata quindi trasmessa all’altra 296 #021, che guida un gruppetto composto dalle due Aston Martin di Heart of Racing e Van der Steur Racing e dalle altre GT del Cavallino di AF Corse e la seconda entry di Triarsi Competizione #023.

Piero Lonardo

Foto: Meyer Shank Racing

La classifica dopo la 14ma ora di gara

Crash

IMSA – Caos a Daytona dopo 8 ore di gara e Cadillac davanti

A Daytona il giorno ha lasciato spazio alle luci artificiali ed è Jack Aitken con la Cadillac del Whelen Racing a condurre ad un terzo della percorrenza dopo un violento contatto che ha coinvolto sei vetture, togliendo dalla gara la Cadillac #40 del WTR e le Oreca LM P2 di Pratt Miller e United Autosports #2.

Eravamo rimasti con la Porsche #7 davanti. La leadership di Laurens Vanthoor è durata solo sino al termine della quarta ora, complice l’Acura di Alex Palou ferma con la sospensione posteriore ko. Al restart è Felipe Drugovich a trovarsi in testa con la Cadillac #31 ma presto è la Porsche #6 ad ereditare la posizione con Kevin Estre, ma alle spalle del campione del mondo WEC spinge forte Kamui Kobayashi, che si installa al comando.

Il Team Principal Toyota riprende il discorso anche dopo la terza neutralizzazione, che conclude nel modo peggiore l’addio alle corse di Andy Lally con l’Aston Martin del Magnus Racing. Il testimone viene raccolto da Louis Deletraz, che però nulla può contro un Raffaele Marciello scatenato, il quale però approfitta della neutralizzazione numero 4, generata all’inizio dell’ottava ora dall’Aston Martin di Roman De Angelis, che perde la ruota posteriore sinistra, per effettuare la manutenzione ai freni.

Davanti si ritrova quindi Jack Aitken, subentrato nell’abitacolo della Cadillac #31, ma al restart Deletraz, precipitato in P6 si gira, probabilmente da solo, in curva 2. Dietro Chris Cumming non riesce ad evitarlo, cosí come Nick Boulle, mentre Sebastien Bourdais, appena entrato in scena per Tower Motorsports, ne esce quasi indenne. Coinvolte anche la BMW #48 di Max Hesse, a lungo capolista in GTD Pro, e la Lamborghini Pfaff con Jordan Pepper, in rimonta dopo le sfortune iniziali.

Al successivo restart, ad appena 6’ prima dello scadere del terzo di gara, Aitken mantiene la testa della gara su Nick Tandy, Tom Blomqvist e Gianmaria Bruni con la Porsche del JDC-Miller, ottimo quarto complice anche un lungo da parte di Brendon Hartley con la Cadillac residua del WTR, mentre più dietro si segnala il testacoda della BMW di Sheldon van Der Linde, toccato dalla Porsche Proton di Neel Jani.

Nelle altre categorie, Paul di Resta, sull’unica vettura rimasta ad United Autosports, deve resistere all’assalto di Paul-Loup Chatin  ed i vincitori 2024 di ERA Motorsport. In GTD Pro, tra le due Ford Mustang di Frederic Vervisch e Mike Rockenfeller c’è ora la Mercedes GetSpeed di Fabien Schiller, mentre infine in GTD Franck Perera con la Lamborghini del Forte Racing precede l’Aston Martin di Mattia Drudi, con la Mercedes di Daniel Morad per Korthoff Competition che ringrazia la foratura della Porsche delle Iron Dames per il gradino basso del podio. Ancora a seguire la migliore delle Ferrari, quella di Inception Racing, ora con Ollie Millroy.

Piero Lonardo

Foto: IMSA

La classifica dopo l’ottava ora di gara

Porsche7

IMSA – Tandy approfitta degli errori altrui e passa al comando a Daytona. Ford, uno-due in GTD Pro

Porsche rompe gli indugi e dopo tre ore di gara va al comando della 63ma Rolex 24 at Daytona con Nick Tandy e la 963 #7. A favorire il cambio della guardia un errore al secondo pit da parte di Dries Vanthoor, che arrivava al proprio box con un angolo improbabile, toccando anche il muretto, rendendo difficoltose le operazioni.

In seguito, la BMW #24 sarà anche penalizzata con un drive-through per aver rifornito ancora sui cavalletti. La leadership passava all’Acura #93 di Kaku Ohta fino alla prima Full Course Yellow della giornata, propiziata da HunterMcElrea, nelle gomme in curva 5 con l’Oreca LM P2 del TDS Racing.

Al restart, Tandy aveva la meglio sul protegè Honda, imitato anche dalle BMW di Renè Rast e Philipp Eng, quest’ultimo tornato presto nelle posizioni che contano. Nel frattempo, ritirata ufficialmente la Lamborghini SC63 per problemi di surriscaldamento.

La neutralizzazione vanificava anche l’incredibile stint di PJ Hyett su “Spike” di AO Racing. Rasmus Lindh ereditava la leadership per perderla poco dopo a favore di Garnet Patterson e la #2 di United Autosports, rinvenuta dopo un lungo nelle prime fasi di gara da parte del campione in carica della categoria, Nick Boulle.

Doppia disgrazia per AO Racing, che è costretta ad un emergency service con la sua Porsche #77 “Rexy” e subisce anche una penalità aggiuntiva per averlo eseguito in modo non corretto.

Davanti a tutti ci sono di nuovo le due Ford in parata con Dennis Olsen e Seb Priaulx, i quali iniziando a subire il ritorno della BMW #48, nonostante una penalità scontata da Augusto Farfus. Lontana, in P8, la Ferrari di DragonSpeed.

Infine in GTD i problemi alle due Mercedes di 75 Racing e soprattutto Winward Racing, quest’ultima all’acceleratore, lasciano al comando la Lamborghini del Forte Racing.

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Le penalità per la Ferrari #21 di AF Corse, momentaneamente seconda, e per l’Aston Martin del Magnus Racing per errori commessi in pitlane lasciano ad inseguire Manny Franco con l’altra 296 GT3 di Conquest Racing davanti all’Aston Martin di Van der Steur Racing e alla Ferrari Cetilar con il giovanissimo Nicola Lacorte, mentre il sole comincia velocemente a calare sullo speedway.

Piero Lonardo

Foto: Porsche Motorsport, Roberto Viva

La classifica dopo la terza ora di gara

Start

IMSA – Daytona, Start: Vanthoor e la BMW in controllo. Lambo già ko?

E’ iniziata ufficialmente la stagione dell’endurance internazionale a Daytona. Nelle primissime fasi delle 24 ore di gara, Dries Vanthoor e la BMW #24 mantengono la leadership dalla pole conquistata giovedí con un discreto cuscino nei confronti degli inseguitori, capeggiati dall’Acura #93 del Meyer Shank Racing di Nick Yelloly e dalla Cadillac #31 del Whelen Racing di Jack Aitken.

Felipe Nasr, campione in carica della serie, ha perso un paio di posizioni rispetto allo start, veleggia in P5 con la sua Porsche, ma la novità, in negativo è per i nostri colori, con la Lamborghini ferma da oltre 30′ per un non meglio identificato problema al posteriore.

Problemi anche in GTD Pro per il marchio di Sant’Agata. Andrea Caldarelli è partito subito alla carica portandosi presto davanti alle due Ford in prima fila di Mike Rockenfeller e Fred Vervisch, ma la Huracàn gestita da Pfaff Motorsport soffriva al primo pit di un problema al mozzo dell’anteriore sinistra e perdeva secondi preziosi e la leadership della categoria, ora a favore di Vervisch, il quale ha avuto la meglio sulla BMW #48 Paul Miller Racing di Dan Harper.

La top three, dopo un bell’inizio anche da parte di Maro Engel sulla Mercedes del 75 Express, poi sostituito da Kenny Habul, si completa con la seconda Mustang GT3.

Mercedes in evidenza anche in GTD grazie a Russel Ward con l’esemplare di Winward Racing, il quale dopo la prima sosta ha ereditato la prima piazza dalla Porsche del Wright Motorsports, ora con Adam Adelson. Ad inseguire le due Lamborghini di WTR e Forte Racing, a precedere un gruppetto di Ferrari.

In LM P2 infine, Ben Keating ha subito preso il largo sul polesitter Dan Goldburg ma dopo 20’ un errore ha portato davanti PJ Hyett con la entry di AO Racing, che dopo le prime due soste ha già guadagnato un vantaggio intorno al minuto su Luis Perez Companc e l’Oreca di AF Corse e su Rasmus Lindh, subentrato al volante della vettura in pole di United Autosports.

Piero Lonardo

Foto: Michelin Racing USA

La classifica dopo la prima ora di gara

Roar before the Rolex 24

IMSA – Kobayashi chiude in bellezza le libere di Daytona

Sono Kamui Kobayashi e la Cadillac #40 del WTR gli ultimi leader delle libere della 63ma Rolex24 at Daytona. Il due volte campione WEC punta alla terza vittoria nel season opener IMSA dopo i successi del 2019 e del 2020, ottenuti sempre con Cadillac ed il team di Wayne Taylor.

Il Team Principal Toyota, al top anche nella sessione in notturna alla pari di Nick Tandy e la Porsche #7, ha preceduto di quasi mezzo secondo, col tempo di 1.36.380, l’altra 963 ufficiale con Mathieu Jaminet. I primi cinque di giornata proseguono con Robin Frijns e la BMW #25, di nuovo in pista dopo la defaillance in qualifica, l’altra Porsche Penske di Laurens Vanthoor e la Cadillac del WTR con Will Stevens.

Piccolo dramma per Felix Rosenqvist e la Acura #60, ferma lungo il circuito nelle prime fasi della sessione, cui inizialmente era stato tolto il tempo in qualifica ai sensi del nuovo regolamento IMSA, decisione poi ricusata dalla direzione gara. Quasi contestualmente, un contatto a muro per Nick Tandy, costretto a cambiare il muso della sua Porsche, e un problema tecnico per la Corvette #4 di Tommy Milner, ferma lungo la pista ma poi ripartita regolarmente.

Toby Sowery ha portato in alto l’Oreca del Crowdstrike by APR con 1.38.392 su Nicklas Nielsen e la entry di AF Corse, mentre in GTD Pro gli onori di giornata vanno a Shane van Gisbergen con la Corvette del Trackhouse by TF davanti alla Lamborghini Huracàn di Pfaff Motorsport e alla Porsche di AO Racing con Alessio Picariello.

In GTD infine, Anthony McIntosh e l’Aston Martin del Van der Steur Racing precedono James Calado con la Ferrari #021 di Triarsi Competizione e Mattia Drudi con l’altra Vantage dello Heart of Racing.

Mentre solo 50 delle 61 macchine iscritte sono state protagoniste delle libere-2, l’ultimo turno ha visto solamente la Corvette AWA restare ai box, mentre la BMW #48 del Paul Miller Racing si è limitata a degli in&out.

L’attenzione generale passa a domani alle 1.40 PM ET, le 19.40 nostrane, per lo start della 63ma Rolex 24 at Daytona. Diretta streaming gratuita sul sito IMSA e sul relativo canale YouTube.

Piero Lonardo

Foto: WTR

I risultati delle Libere 2

I risultati delle Libere 3

BMW24

IMSA – A Daytona, Vanthoor regala la pole a BMW. La prima di Ford in GTD Pro

Dries Vanthoor sigla la prima pole position della stagione a Daytona. Emozioni miste al box BMW con la #25 subito ferma lungo la pista senza trazione, ma l’altra M Hybrid V8 ha sbaragliato la concorrenza nei pochi minuti rimasti col tempo di 1.33.895, lasciando a 3 decimi Nick Yelloly con l’Acura #93 e a 4 Felipe Nasr con la Porsche Penske #7. Completano la top five la Cadillac del Whelen Racing di Jack Aitken e la Porsche del JDC-Miller di Gianmaria Bruni.

Da segnalare la fiera battaglia fra Tom Blomqvist con l’altra ARX-06 e Mirko Bortolotti con la Lamborghini, lungamente a contatto sul banking nell’ultimo giro utile. La SC63 terminerà P9 anche a causa della penalità comminata per blocking dopo che il trentino era riuscito ad innalzarsi al top della graduatoria.

Assente dalla sessione anche la Porsche Proton, ancora ai box dopo i problemi sostenuti nelle libere del mattino.

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Non sfugge la pole tra le LM P2 a United Autosports e a Dan Goldburg. Il dominatore dei gentlemen nella Roar ha fissato i cronometri sull’1.38.676, superando Ben Keating con la entry del PR1 Mathiasen e Nick Boulle con l’altra vettura del team angloamericano, terzo grazie all’errore che è costato il miglior giro a PJ Hyett e “Spike”.

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Prima storica pole, addirittura doppietta, per Ford e Multimatic in GTD Pro, con Mike Rockenfeller a precedere Fredric Vervisch di 3 decimi col tempo di 1.45.523. Primo degli “altri” Ben Harper con la BMW #48 del Paul Miller Racing, davanti alle Corvette ufficiali, a sandwich sulla Lamborghini di Pfaff Motorsports con Andrea Caldarelli. Solo P12 per la Ferrari DragonSpeed di Davide Rigon.

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In GTD infine, l’esperienza di Elliot Skeer sulla Porsche del Wright Motorsports ha prevalso nel finale per appena 18 millesimi sulla Mercedes campione in carica del Winward Racing di Phil Ellis e di 18 sulla Lamborghini del WTR di Trent Hindman. Maxi Goetz, P5 sulla AMG GT3 del Korthoff Competition Motors, perde i giri migliori, ancora una volta gravato da problemi al torque sensor.

Tra le tante Ferrari iscritte, ha la meglio Frederik Schandorff, P8 sulla 296 GT3 di Inception Racing. Alla sessione non ha partecipato la #023 di Triarsi Competizione.

Il programma odierno proseguirà con un secondo turno di libere in notturna a partire dalle 6.30 PM ET locali, le 00.30 italiane, Domani in programma l’ultima ora di libere a partire dalle 11.20 AM ET, prima del via della 63ma Rolex 24 at Daytona di sabato 25 gennaio alle 1.40 PM ET, le 19.40 nostrane.

Piero Lonardo

Foto: Rahal Letterman Lanigan, United Autosports, Multimatic Motorsports, Wright Motorsports

I risultati delle Qualifiche

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IMSA – Due Acura davanti nelle libere di Daytona

Acura al top della lista dei tempi al termine delle prime libere dalla 63ma Rolex 24 at Daytona. Tom Blomqvist guida il gruppo delle 61 vetture, che ieri sono state fotografate come da tradizione sul lungo rettilineo dello speedway, col tempo di 1.34.576, precedendo di poco meno di 2 decimi il compagno di squadra Nick Yelloly.

I recenti aggiustamenti del BoP, soprattutto in termini di peso minimo, hanno permesso alle due ARX-06 di scavalcare le BMW, che seguono a 4 decimi, sul giro singolo; Felipe Nasr e la Porsche campione in carica vanno a completare la top five.

A seguire le tre Cadillac, che rispetto alla Roar vantano una maggior potenza massima, e le altre Porsche. Chiude la lista delle dodici GTP la Lamborghini. Da segnalare la penalità, nuova a termini di regolamento IMSA, ai danni della 963 Proton, vittima di una foratura con Tristan Vautier al volante. L’aver provocato la relativa bandiera rossa, l’unica della sessione, determinerà la cancellazione del migliore giro nelle qualifiche.

UPDATE: La penalità è stata revocata dall’IMSA, in quanto è stato verificato che la defaillance è stata causata da un problema tecnico e non da un errore del pilota. 

Escalation di tempi rispetto alla Roar anche nelle altre categorie. Tra le LM P2, Mikkel Jensen del TDS col tempo di 1.37.986, ha relegato a 4 decimi il connazionale Malthe Jakobsen con la vettura del Crowdstrike by APR.

Si confermano infine le Lamborghini nelle due classi GT. Franck Perera chiude al comando delle GTD con la Huracàn del Forte Racing ed il tempo di 1.47.321 davanti ad Andrea Caldarelli, il migliore nelle GTD Pro con l’esemplare di Pfaff Motorsports. Unico a spezzare il dominio delle GT di Sant’Agata, Mike Rockenfeller con la Mustang ufficiale #65, a precedere la terza Lambo del WTR.

La cura dimagrante definita per le Ferrari nelle nuove equivalenze non ha portato particolari benefici, con James Calado P6 in GTD con la 296 GT3 #021 di Triarsi Competizione.

Tutto pronto per le qualifiche, che prenderanno il via fra poco, alle 2.10 PM ET, le 20.10 italiane, godibili in streaming sul sito IMSA e sul relativo canale YouTube.

Piero Lonardo

Foto: IMSA

I risultati delle Libere 1

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IMSA – La Roar si chiude all’insegna della pioggia

Pioggia protagonista nella terza ed ultima giornata della Roar Before the 24. La sessione numero 6, prevista per le 9.45 locali, è stata posticipata di oltre due ore a causa di violenti rovesci.

Il miglior tempo è stato ottenuto su pista umida dalla Porsche Proton con Neel Jani, autore di 1.45.433, a precedere l’altra 963 privata del JDC Miler con Gianmaria Bruni e Jack Aitken con la Cadillac del Whelen Racing.

Solo 41 delle 61 vetture iscritte hanno preso la pista. Quattro le GTP rimaste nei box: le due Porsche Penske, la Lamborghini, cosí come una delle due BMW protagoniste assolute delle prime due giornate.

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Al top fra le LM P2 la #22 di United Autosports con Paul di Resta davanti al teammate Peugeot WEC Mikkel Jensen ed all’altra Oreca del team angloamericano con Ben Hanley.

Quest’ultima vettura ha chiuso al top la settima ed ultima sessione, riservata ai soli piloti bronze, con Dan Goldburg al volante davanti a George Kurtz, rientrato nelle competizioni dopo i problemi legati alla sua attività, e a Nick Boulle, campione in carica della categoria.

Optimum

Ollie Millroy ha segnato la migliore prestazione fra le GT con la Ferrari iscritta da Inception Racing in GTD davanti alla Lamborghini del Forte Racing di Franck Perera e alla Mercedes titolata 2024 di Winward Racing con Phil Ellis. Migliore tra i Pro Alexander Sims sulla Corvette ufficiale #3.

Nell’ultimo turno, solo dieci le GT in pista, con migliore prestazione da parte di Anthony McIntosh sull’Aston Martin del Van der Steur Racing.

E’ tutto per questa Roar. L’appuntamento è con le libere della 63ma Rolex 24 at Daytona, previste per giovedí 23 gennaio alle 10.05 AM ET, le 16.05 nostrane, prima delle qualifiche, in programma dalle 2.10 PM, queste ultime fruibili sul sito IMSA e sul canale YouTube della serie.

Piero Lonardo

Foto: Proton Competition, United Autosports, Optimum Motorsports

I risultati della Session 6

I risultati della Session 7

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IMSA – Vanthoor e la Porsche in notturna spezzano il dominio BMW a Daytona. Una quarta Cadillac a Le Mans col WTR

Ci ha pensato Laurens Vanthoor a spezzare l’apparente dominio delle BMW nella quinta sessione della Roar Before the 24.

Il campione in carica FIA WEC ha infatti portato la sua Porsche davanti alle LMDh di Monaco, fin qui dominatrici di questi test collettivi, in notturna col tempo di 1.36.271. Le due M Hybrid V8 seguono comunque da presso grazie alle prestazioni di Philipp Eng e Sheldon van der Linde, rispettivamente a 2 e 6 decimi.

La prestazione globale delle 963 comprende anche gli altri due esemplari di Penske e Proton, tutti entro il secondo dal battistrada e appena fuori dalla top five del turno. Nel mezzo, l’Acura #60 e la Lamborghini, quest’ultima da subito a proprio agio, similmente a quanto accaduto ad Indianapolis lo scorso settembre, sul banking di Daytona.

Più indietro le Cadillac, ma la notizia del giorno riguarda proprio il costruttore statunitense, che avrebbe fatto domanda per partecipare con una quarta macchina gestita dal Wayne Taylor Racing alla prossima 24 Ore di Le Mans.

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Ad Albert Costa e ai campioni in carica della categoria di Inter-Europol la leadership tra le LM P2, col sempre sorridente catalano autore di 1.39.618 davanti alle entry di TDS e Pratt Miller.

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Anche tra le GT infine Porsche alla ribalta. Le quattro 911 iscritte capeggiano infatti la lista dei tempi con Thomas Preining al top in GTD Pro con l’entry #20 di Proton Competition condivisa con Richard Lietz, Matteo Cressoni e Claudio Schiavoni, davanti ad Elliott Skeer, migliore fra le GTD per Wright Motorsports, ad Alessio Picariello con “Rexy” Pro di AO Racing, e a Michelle Gatting delle Iron Dames.

Migliori degli “altri” nelle due categorie, la Corvette AWA con Marvin Kirchofer, a precedere Thomas Neubauer con la Ferrari di DragonSpeed.

Nelle due ore a disposizione un’unica interruzione per il fuoripista da parte di Tobias Lutke sull’Oreca LM P2 di ERA Motorsport in curva 3.

Oggi terza e ultima giornata della Roar con le ultime due sessioni, rispettivamente alle 9.45 AM ET e alle 2.30 PM ET. A seguire tre giorni di stop in attesa delle libere e qualifiche della 63ma Rolex 24 di giovedí 23 gennaio.

Piero Lonardo

Foto: Porsche Motorsport, Inter-Europol Competition

I risultati della Session 5