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IMSA – BMW alza l’asticella a Sebring

BMW sugli scudi nelle seconde libere della 12 Ore di Sebring. Nel finale del turno Sheldon van der Linde ha portato la M Hybrid V8 #25 al top col tempo di 1.47.884, scavalcando di 114 millesimi Tom Blomqvist, fino a quel momento detentore della migliore prestazione con l’Acura #60.

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Sempre in evidenza le due Porsche Penske, che inseguono ma a 1” dal leader, incalzate dalle seconde linee di BMW ed Acura. Più distaccate le due Cadillac del WTR e la Lamborghini, quest’ultima a 1”7 grazie ancora una volta a Romain Grosjean. L’Aston Martin Valkyrie chiude ancora una volta la graduatoria delle GTP, ma migliorandosi notevolmente rispetto al mattino.

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Mikkel Jensen guida la lista delle LM P2 per il TDS, pur rimanendo a mezzo secondo dal crono ottenuto nelle libere 1 dal connazionale Nicklas Nielsen, con 1.50.961, davanti al protegè Honda Kaku Ohta di ERA Motorsport.

Tra le GT, Laurin Heinrich riporta in alto la Porsche di AO Racing, unico a scendere sotto i 2’ con 1.59.898 davanti a Kenton Koch, il migliore tra le GTD con la Mercedes del Korthoff Competition Motors. A seguire ben tre Ferrari, con DragonSpeed Triarsi Competizione ed Inception Racing. Proprio quest’ultima è stata protagonista dell’unica red flag, a cura di Brendan Iribe, fuori in curva 12 nel finale di sessione.

In serata le due ore in notturna a chiudere la giornata sul tracciato della Florida. Su tutti Jack Aitken con la Cadillac del Whelen Racing ed il tempo di 1.49.125, a precedere le due Acura con Nick Yelloly e Tom Blomqvist e la Porsche di Nick Tandy. Da notare che le prime nove vetture sono racchiuse in un solo secondo.

Ancora Mikkel Jensen al top fra le LM P2 con 1.50.496, sempre più vicino al record di Nielsen. Tra le GT, in mezzo alle due onnipresenti Mercedes, nel turno si infila ancora una volta “Rexy”, che guida in GTD Pro sulle due Corvette.

Solo due in&out per la Lexus #12, unica tra le 56 vetture iscritte a non segnare un giro completo nelle libere 3, mentre la Lamborghini del WTR incidentata al mattino ha potuto regolarmente riprendere la pista dopo aver trascorso il secondo turno ai box per le necessarie riparazioni.

Domani in programma le qualifiche della 12 Ore di Sebring, a partire dalle 11.25 AM ET, le 16.25 italiane. Free streaming sul sito IMSA e sui relativi canali social.

Piero Lonardo

Foto: Luc Warnotte-Car Racing Reporter

I risultati delle Libere 2

I risultati delle Libere 3

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IMSA – Tandy svetta nelle FP1 di Sebring. Calendario 2026 con la novità Road America 6h

Mattinata primaverile a Sebring per le prime libere della 73ma edizione della 12 Ore valida quale secondo atto del WeatherTech SportsCar Championship.

A svettare su tutti Nick Tandy, fresco della vittoria di Daytona, con la Porsche #7 condivisa con Felipe Nasr e Laurens Vanthoor ed il tempo di 1.48.651.

Seguono nella lista dei tempi le due Acura del Meyer Shank Racing grazie alle prestazioni di Nick Yelloly e Colin Braun, a precedere a propria volta la seconda 963 Penske con Mathieu Jaminet.

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Grande attesa per il debutto negli States della Aston Martin Valkyrie, che però chiude con tempi da LM P2 a 2”6 dal vertice; al contrario, non demerita la Lamborghini, che chiude con Romain Grosjean in P11.

E’ Nicklas Nielsen, altro fresco vincitore di stagione a primeggiare nella classe cadetta sull’Oreca AF Corse ed il tempo di 1.50.403 davanti ad un Sebastien Bourdais in cerca di rivincita col Tower Motorsports e al campione in carica Ton Dillmann di Inter-Europol.

Proprio dell’Oreca #43 una delle due flag di questo turno, propiziata dal deb Jeremy Clarke, fuori in curva 5. In precedenza Danny Formal aveva bloccato la sessione per circa 20’ a causa del contatto con le barriere in curva 2 della sua Lamborghini, che non ritornerà per il resto della sessione.

Tra le GT, migliori prestazioni per le due Mercedes di Indy Dontje e Kenton Koch iscritte in GTD da Winward Racing e Korthoff Competition Motors. 2.00.767 per i campioni in carica, mentre Davide Rigon primeggia per appena 34 millesimi con la Ferrari di DragonSpeed su “Rexy” e Klaus Bachler in GTD Pro, a un decimo dall’AMG GT3 #57.

A Sebring è stato inoltre diffuso, con largo anticipo come nel 2024, il calendario della prossima stagione. Novità su tutte la 6 Ore di Road America, che prenderà il posto di Indianapolis quale quarta tappa della Michelin Endurance Cup.

Aggiustamenti minori riguardano le date di Sebring, Long Beach, Watkins Glen e Road Atlanta, spostate avanti di un weekend rispetto al 2025, mentre al contrario il round di Laguna Seca viene portato al weekend precedente.

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Il programma odierno prosegue con la seconda e la terza sessione di libere, a partire dalle 3.05 PM ET e le 7.45 PM ET rispettivamente, pari alle 20.05 e le 00.45 italiane.

Piero Lonardo

Foto: Michelin Racing USA, IMSA

I risultati delle Libere 1

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IMSA – Muller, Lopez e le livree celebrative di BMW e Corvette a Sebring

Nel pomeriggio italiano entreranno in azione le 56 vetture iscritte alla 12 Ore di Sebring. Due le ultime novità in tema di equipaggi, con Nico Müller ingaggiato quale terzo pilota sulla Porsche 963 del JDC-Miller e Josè Maria Lopez al posto di Ben Barnicoat sulla Lexus #14 del Vasser Sullivan.

Il pilota svizzero è alla seconda esperienza sui bump dell’ex-aeroporto dopo aver disputato il season opener 2023 del FIA WEC con la Peugeot 9X8, e andrà ad affiancare Gianmaria Bruni e Tijmen Van der Helm, mentre l’ex-campione mondiale, chiamato all’ultimo momento a causa di un incidente in mountain bike del titolare britannico, manca dall’IMSA dal 2022, allorquando si uní al team Ally Cadillac per le prime due gare stagionali.

Le altre novità riguardano le immancabili livree celebrative. Quest’anno è la volta di BMW, che festeggia i 50 anni di BMW M North America con una livrea modificata che ricorda i colori della BMW 3.0 CSL vincitrice nel 1975 con Brian Redman, Allan Moffat, Sam Posey e Hans-Joachim Stuck.

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Corvette invece, dopo la splendida livrea dorata del 2024, in concomitanza del 50mo anniversario della Mobil1, title-sponsor anche della gara, si presenta quest’anno coi colori bianco-azzurri mutuati dal marchio.

Questi sono anche i colori nazionali assegnati ai team statunitensi, resi celebri dai primi successi delle GT del Kentucky; in particolare la livrea in questione si ispirerebbe alla Corvette GTO del 1987.

Anche altri team quali Action Express e Vasser Sullivan hanno comunque voluto rendere omaggio all’importante sponsor.

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Frattanto Pratt Miller Motorsports, incaricata della gestione in gara delle Z06 GT3.R, ha recentemente completato il collaudo dei comandi al volante, sviluppati insieme alla Bosch, che permetteranno a Robert Wickens di pilotare la vettura del DXDT Racing nei prossimi round sprint.

Tutto pronto per le prime libere, che partiranno alle 10.05 AM ET, le 15.05 nostrane.

Piero Lonardo

Foto: BMW, Pratt Miller

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IMSA – In 56 a Sebring con le novità Valkyrie, Hartley e Correa

Sono 56 le vetture iscritte alla 73ma edizione della 12 Ore di Sebring, seconda tappa del WeatherTech SportsCar Championship. Rispetto agli equipaggi che hanno disputato l’ultima Rolex24 at Daytona un paio di inserimenti sostanziali nelle figure di Brendon Hartley e Juan Manuel Correa.

Il factory driver Toyota, dopo aver partecipato al season opener sulla Cadillac #10 del WTR, per questa gara si unirà alla line-up della V-Series.R #40 in sostituzione di Alex Lynn, insieme a Louis Deletraz e Jordan Taylor. Non ne abbiamo la certezza, ma l’appiedamento potrebbe essere una misura “punitiva” per il pilota britannico dopo il recente crash fratricida di Lusail nel WEC.

Correa

L’altra novità di spicco è il debutto nella serie IMSA di Juan Manuel Correa sull’Oreca LM P2 #2 di United Autosports. Il pilota ecuadoriano, naturalizzato statunitense, ha disputato due stagioni parziali tra ELMS e WEC con PREMA Racing nel biennio 2022-2023, contribuendo al titolo continentale del team tricolore con la vittoria in Algarve. Correa si unirà all’equipaggio composto dal campione in carica della categoria, Nick Boulle, e Ben Hanley, anche nei restanti round della Michelin Endurance Cup.

Ovviamente occhi puntati anche sul debutto nella serie dell’Aston Martin Valkyrie, nelle mani di Ross Gunn, Roman De Angelis ed Alex Riberas, tutti reduci dalla non esaltante prestazione alla prima uscita assoluta della LMH britannica nella serie mondiale. Presente la Lamborghini SC63 con Mirko Bortolotti, Romain Grosjean e Daniil Kvyat.

Altre novità riguardano l’avvicendamento di Jon Field con Jeremy Clark nei ranghi di Inter-Europol, mentre Kaku Ohta, protegè Honda, proseguirà il proprio percorso di apprendimento presso ERA Motorsport insieme a David Heinemeier Hansson e Tobias Lütke dopo la prima esperienza con l’Acura #93 del Meyer Shank Racing. Ancora ignoto invece il nome del terzo pilota della Porsche GTP del JDC-Miller a fianco di Gianmaria Bruni e Tijmen Van der Helm, coadiuvati a Daytona da Bryce Aron e Pascal Wehrlein.

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Livrea modificata nel muso per la Porsche GTD Pro di AO Racing: la popolare “Rexy” ha infatti messo l’apparecchio ortodontico dopo i contatti di Daytona.

Sempre tra le GT, da segnalare che Giacomo Altoè ha guadagnato il posto di full-season driver sulla Ferrari del DragonSpeed insieme ad Albert Costa e Davide Rigon, mentre sulla 296 GT3 di Cetilar Racing tornerà in azione Giorgio Sernagiotto insieme a Lorenzo Patrese ed Antonio Fuoco. Si tratterebbe della prima gara alla quale non prende parte Roberto Lacorte, storico patron dell’effort tricolore.

Relativamente al BoP, atteso che a Daytona vigono equivalenze specifiche, tantissime le variazioni rispetto ai test di inizio febbraio, al punto che si potrebbe definire totalmente differente.

In breve, a livello di peso minimo passiamo dai 1.030 kg delle BMW (-3 kg rispetto a febbraio) ai 1.080 kg delle Cadillac (+20 kg). Le potenze massime variano ora dai 498 kW delle Acura sotto i 230 kmh ai 520 kW della Lambo. Ridotti in generale i fattori di correzione di potenza oltre i 240 kmh, a parte per Porsche e Aston Martin.

Sensibile riduzione per la Valkyrie rispetto ai test (-9 MJ) ma anche per le Acura (-8 MJ) nel valore massimo di energia per stint. Le ARX-06 detengono il minor valore di 901 MJ per stint contro, al contrario, i 912 MJ delle Acura.

L’azione in pista a Sebring inizierà giovedí 13 marzo alle 10.05 AM ET con le prime libere. Qualifiche venerdí 14 alle 11.25 AM ET, le 16.25 nostrane, e start della gara alle 10.10 AM ET, le 15.10 italiane di sabato 15 marzo. Diretta streaming di libere e qualifiche sul sito IMSA e sui relativi canali social.

Piero Lonardo

Foto: IMSA, United Autosports

L’entry list di Sebring

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ELMS – Juncadella, Lotterer per IDEC Sport. Bruni torna su una Ferrari. Fittipaldi, Vautier ed altro ancora

Il vuoto lasciato da Logan Sargeant, ritiratosi a sorpresa nei giorni scorsi, in IDEC Sport sarà colmato da non uno ma ben due nomi di spicco. Sull’Oreca LM P2 #18 gestita in partnership con Genesis Magma Racing sarà Dani Juncadella a fare compagnia a Jamie Chadwick e Mathys Jaubert nelle 6 gare dell’European Le Mans Series.

Per il 33enne pilota spagnolo, già impegnato con le Corvette di TF Sport nel FIA WEC e con Pratt Miller nelle gare lunghe del WeatherTech SportsCar Championship, non si tratta di un debutto assoluto sui prototipi, in quanto nel 2018 ha disputato la Rolex24 at Daytona su una delle vetture del Jackie Chan DC Racing, chiudendo al 15mo posto assoluto, P11 tra i Prototypes.

Ma non finisce qui, perchè per la 93ma edizione della 24 Ore di Le Mans sarà Andrè Lotterer, uno dei due piloti incaricati dello sviluppo della nuova LMDh insieme a Pipo Derani, a partecipare per la 14ma volta alla classica della Sarthe.

JMW

Parlando di grandi ritorni, Gianmaria Bruni salirà di nuovo a bordo di una Ferrari. Il pilota romano, campione ELMS 2022 con Proton, sarà infatti la punta del nuovo equipaggio di JMW Motorsport, insieme a Jason Hart e Scott Noble sulla 296 GT3 #66 che disputerà la serie europea. I due statunitensi hanno preso parte alle ultime due gare del 2024 col team dopo il ritiro di John Hartshorne e Phil Keen.

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Restando sulle GT3, anche Iron Lynx ha presentato la propria line-up per la difesa del titolo di categoria. Sulla nuova montura Mercedes saliranno per tutta la stagione proprio due ex-JMW, Martin Berry e Lorcan Hanafin, i quali verranno affiancati da Fabian Schiller. Il factory driver di Stoccarda prende il posto di Gustavo Menezes, annunciato originariamente per il team di Andrea Piccini.

Resa nota anche la line-up di Vector Sport, che si schiererà tra le LM P2 con la novità Pietro Fittipaldi al fianco di Ryan Cullen e Vlad Lomko. Anche il 28enne brasiliano, di ritorno in ELMS dal 2022, si alternerà con la serie IMSA, nella quale disputerà l’intero campionato con Pratt Miller.

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Rivelate anche le nuove livree di CLX Motorsport (ex-Cool Racing) e di Racing Spirit of Leman; quest’ultima presenterà insieme al factory driver Valentin Hasse Clot, protagonista anche nel WEC col team transalpino, Erwan Bastard e Clemet Mateu, pure visti lo scorso anno nella serie mondiale con l’Aston Martin di D’Station.

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In CLX Motorsport invece ennesimo colpo di Olivier Panis, il quale riesce a piazzare il suo protetto, “prezzemolo” Tristan Vautier, al posto di Harry King sull’Oreca #37 iscritta in partnership con Pure Rxcing che vedrà in azione il campione in carica WEC GT3 Alex Malykhin e l’ex-campione IMSA Tom Blomqvist.

Per tutti, l’appuntamento è fra poco più di tre settimane, il 31 marzo, per l’inizio del tradizionale Prologo di Barcelona.

Piero Lonardo

Foto: IDEC Sport, JMW, Iron Lynx, CLX Motorsport, Racing Spirit of Leman

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WEC – Ecco l’entry list di Le Mans!

I programmi delle squadre sono ormai tutti delineati ed ecco che infatti anche le entry list vengono sempre più spesso diffuse con largo anticipo rispetto agli eventi. Non fa eccezione la 24 Ore di Le Mans, che poco fa ha visto ufficializzati i 62 equipaggi iscritti alla 93ma edizione, più le 6 riserve designate.

21 le Hypercar, due in meno dello scorso anno. Oltre alle 18 entry del WEC, col ritorno a Le Mans dell’Aston Martin nella classe top, entra la terza Porsche Penske, quale vincitrice del WeatherTech SportsCar Championship, cui manca ancora a sciogliere il nodo del terzo pilota; al momento avvantaggiati il campione della Formula E, Pascal Wehrlein, già visto in azione con Proton a Daytona, se non addirittura il quattro volte titolato F1 Sebastian Vettel, che provò la 963 nel marzo 2024.

Inoltre, sempre dalla serie IMSA, le due Cadillac di Whelen Racing e soprattutto del Wayne Taylor Racing, che vede ritornare sulla classica della Sarthe Filipe Albuquerque nella classe regina dopo ben 10 anni, insieme ai due fratelli Jordan e Ricky Taylor.

Prima riserva, come nel 2024, la seconda Porsche 963 di Proton Competition, listata per il solo Tristan Vautier.

16 le LM P2; tutte presenti i sei inviti derivanti dai successi nella serie continentali: Inter-Europol (IMSA-Jim Trueman Award + 2° ELMS-LMP2), Algarve Pro Racing (Asian LMS), AF Corse (ELMS-LM P2 Pro/Am), AO by TF (ELMS-LM P2) ed infine RLR MSport (ELMS – LMP3), che segna il ritorno dello storico nome di Richard Lloyd sulla Sarthe dal 2019, quando accompagnò l’effort di Tower Events e John Farano. A parte l’equipaggio di Inter-Europol che sarà impegnato in ELMS, tutte le altre entry saranno iscritte in Pro/AM, sottocategoria che vanta 9 equipaggi complessivi.

Le restanti vetture, tutte ovviamente di produzione Oreca, provengono dall’ELMS e, nel ben lungi dall’essere completato parco piloti, si evidenziano le presenze una tantum di Renger van der Zande nelle fila di United Autosports e Colin Braun per Nielsen Racing, oltre all’ex campione del FIA F2 Theo Pourchaire, attuale riserva Peugeot Sport, a completare l’equipaggio Pro di Algarve Pro Racing. Fuori, almeno provvisoriamente, DKR, Duqueine e Vector Sport.

Infine ben 24 le GT3, col ritorno di Mercedes a Le Mans dopo 26 anni nelle mani di Iron Lynx, che può vantare anche una terza entry derivante dal successo in ELMS (con Lamborghini). Gli altri tre inviti sono per Orey Fidani, vincitore del Bob Akin Award IMSA con AWA Racing, per Manthey Racing, recente vincitrice in Asian LMS, e per Ziggo Sport Tempesta, derivante dalla vittoria in Bronze Cup nel GTWC da parte di Sky Tempesta Racing.

Oltre alle 18 entry della serie mondiale, accettate solamente altre due vetture, la Ferrari di Kessel Racing, protagonista nelle serie continentali, ed un’altra 296 GT3 per Richard Mille AF Corse per Lilou Wadoux. Non hanno passato il “taglio” la GR Racing del giudiziariamente impegolato Richard Wainwright ed il JMW Motorsport.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’entry list della 93ma 24 Ore di Le Mans

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WEC – La parola ai trionfatori di Lusail

Storico risultato ieri sera per Ferrari nella 1.812 km del Qatar con tutte e tre le vetture a podio. Le dichiarazioni del post-gara.

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Per primo Antonello Coletta, Global Head of Ferrari Endurance and Corse Clienti:

“In Qatar abbiamo ottenuto una tripletta fantastica per la Ferrari: questo è il miglior premio per il lavoro svolto da tutta la squadra nei mesi invernali per arrivare nelle migliori condizioni possibili al via di questa stagione. Negli scorsi mesi abbiamo curato ogni dettaglio legato alla nostra vettura e all’organizzazione del team con l’obiettivo di ottimizzare ogni singolo aspetto. Sotto questo punto di vista la rimonta dell’equipaggio numero 51, in grado di salire sul podio nonostante alcune penalizzazioni, è un esempio perfetto di come abbiamo impostato al meglio la strategia della squadra nonché di come siamo stati abili nella gestione delle gomme.”

A seguire l’Ing.Ferdinando Cannizzo,  Head of Endurance Race Cars

“Il risultato ripaga tutti gli sforzi e il grande lavoro svolto a partire dalla seconda metà della scorsa stagione e durante l’inverno, quando ci siamo concentrati in particolare sulla preparazione delle gare sulle piste dove nel 2024 non eravamo andati molto bene, come in Qatar. Oggi la squadra ha svolto un lavoro eccellente: non abbiamo riscontrato alcuna anomalia sulle tre vetture e siamo riusciti a svolgere un lavoro notevole di strategia per recuperare terreno con la 499P numero 51. Questo è solo l’inizio di una stagione che sarà lunga e complessa: dovremo affrontarla con questa attitudine in ogni singolo appuntamento.”

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Si prosegue con l’equipaggio vincente. Inizia Antonio Fuoco:

“Prima di tutto voglio ringraziare tutto il team per il lavoro fatto durante l’inverno che ci ha permesso di arrivare qui in Qatar con un grande potenziale da poter sfruttare. In gara abbiamo fatto molto bene anche nella gestione delle gomme e nelle strategie. Quello che abbiamo ottenuto oggi, con tre Ferrari ai primi posti al termine di una gara del Mondiale Endurance, rimarrà nella storia.”

Continua Miguel Molina:

“La cosa più importante è che abbiamo iniziato al meglio questa stagione con una vittoria fantastica. Dopo aver firmato il successo lo scorso anno a Le Mans ci tenevamo a iniziare questo 2025 dimostrando il nostro potenziale perché abbiamo un grande obiettivo, quello di lottare per il titolo mondiale per la Ferrari, e ottenere 38 punti qui in Qatar è senza dubbio ottimale per inseguire questo sogno.”

E si conclude con Nicklas NIelsen:

“Alla partenza sono riuscito subito a ottenere la seconda posizione: l’avvio è stato ottimo e ci ha dato fiducia per iniziare al meglio una gara che poi si è dimostrata complessa. La gara è stata molto dura, ma credo che abbiamo fatto tutto al meglio, tornando così sul gradino più alto del podio dopo la grande vittoria di Le Mans nel 2024. Siamo stati bravi sia nella gestione delle gomme sia nelle scelte che ha fatto la squadra che ci hanno permesso di sfruttare al meglio la nostra 499P.”

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Per la #83 gestita da AF Corse, seconda al traguardo, parla il factory driver Ferrari Yifei Ye:

“Abbiamo avuto una giornata fantastica in Qatar, ottenendo un ottimo risultato per la squadra. Partendo dall’ottavo posto in griglia, siamo riusciti a recuperare terreno e a svolgere un ruolo da protagonisti in gara, prendendo addirittura il comando prima di concludere al secondo posto. Dovremmo essere molto soddisfatti di questo, perché abbiamo fatto il miglior inizio possibile della stagione e possiamo guardare al prossimo round a Imola con grande fiducia”.

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Al terzo posto dopo una lunga rimonta, l’equipaggio della #51. Alessandro Pier Guidi, protagonista del forcing finale:

“Abbiamo massimizzato i punti che potevamo ottenere come squadra per il Mondiale Costruttori. Per noi non è stata la corsa più pulita possibile e a metà della gara era difficile pensare di poter terminare sul podio. Ci siamo invece riusciti e dobbiamo essere felici di questo terzo posto e del fatto che abbiamo iniziato la stagione molto meglio rispetto al 2024. La cosa più importante è che la Ferrari abbia vinto e vedere tre vetture ai primi posti è stato davvero emozionante.”

James Calado“È stata una gara non facile per noi, ma alla fine siamo riusciti a fare una bella rimonta portando la nostra 499P sul podio in una giornata molto importante per la Ferrari che ha ottenuto una tripletta storica. Lasciamo il Qatar con punti importanti per il campionato del mondo Costruttori e anche per la classifica iridata Piloti, guardando al prossimo appuntamento di Imola con fiducia.”

Antonio Giovinazzi, il polesitter:  “L’inizio della gara è stato difficile e ci ha costretti a un enorme lavoro di squadra per recuperare posizioni. Ringrazio i miei compagni per quello che hanno fatto oggi in pista. Lasciamo il Qatar felici per questa storica tripletta Ferrari e per i punti guadagnati per la classifica Costruttori.”

Appuntamento con Ferrari e tutti gli altri protagonisti del FIA WEC il 20 aprile a Imola.

Foto: Piero Lonardo

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WEC – In Qatar, è tripletta Ferrari! Corvette si impone in GT3

Credevamo di non potere godere di più dopo il primo successo di Le Mans, poi nel 2024 è arrivato il secondo e invece stasera si inizia la nuova stagione del FIA WEC addirittura con una tripletta Ferrari con Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen ad aggiudicarsi la prima vittoria del 2025 sull’esemplare di AF Corse di Robert Kubica, Phil Hanson e Yifei Ye e sulla #51 di Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado.

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Le 499P si sono dimostrate nettamente superiori sul tracciato qatariota, e nemmeno un testacoda innescato dalla BMW #15 nelle fasi iniziali di gara ha impedito all’equipaggio della #50 di giocarsela fino all’ultimo con lo “Yellow Submarine”. Il sorpasso decisivo al termine della sesta ora, ma le due Ferrari si sono ritrovate nuovamente invertite dopo il penultimo pit. L’ordine è poi stato ristabilito all’ultima sosta, grazie alle diverse strategie in tema di pneumatici.

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Nel finale Pier Guidi ha cercato a lungo il secondo posto sul polacco, ma l’ordine sul traguardo è rimasto immutato. Peccato per le tante penalità di cui è stato protagonista l’equipaggio della #51, che avrà certamente modo di rifarsi in seguito.

E gli altri? BMW ha limitato i danni, dimostrando un buon livello di competitività, con le sue LMDh in P4 e P7; nel mezzo, le due Toyota, impegnate a limitare i danni. Grande rimpianto in casa Cadillac, con la sola #12 a terminare in top ten dopo l’assurdo crash fratricida dopo due ore di gara, di cui siamo curiosi di capire meglio a mente fredda eventuali motivazioni diverse dalla distrazione.

Anche le Alpine hanno mostrato qualcosa, ma alla fine terminano anche dietro alle impalpabili Peugeot e alle Porsche Penske. Nostra sensazione, le LMDh di Stoccarda hanno già iniziato a pensare a Le Mans… Aston Martin Valkyrie, belle ma – vogliamo essere gentili – troppo acerbe. Non vediamo l’ora di vederle in azione fra pochi giorni in IMSA a Sebring per capirne il reale valore attuale.

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Spettacolo anche in GT3, con diversi marchi a giocarsi la vittoria finale: Lexus, McLaren, BMW e Corvette. Alla fine l’ha spuntata l’unica Corvette superstite del “solito” Ben Keating, questa volta coadiuvato da Dani Juncadella e Sebastien Baud. Il transalpino ha resistito in modo coriaceo nel finale al ritorno della McLaren di Gregoire Saucy, che salva l’onore di United Autosports, dopo che la sorella #59 si è persa nel centroclassifica.

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Gradino basso del podio per la BMW #31. Il WRT ha tentato una strategia al limite, ma l’azzardo non ha pagato ed è stato necessario uno splash a 10’ dalla bandiera a scacchi. La top five si completa con la Lexus #78 e la migliore delle due Ferrari VISTA AF Corse, la #21 di Simon Mann, Alessio Rovera e Francois Heriau. Peccato per la Ford Mustang #77, assai convincente soprattutto nelle mani di Ben Tuck, due volte a fuoco in una settimana, e per l’Aston Martin dello Heart of Racing di Mattia Drudi, vittima di una sanguinosa penalità a due ore dal traguardo.

E’ tutto da Lusail. L’appuntamento con la massima serie endurance è per la 6 Ore di Imola del 20 aprile.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 1.812 km del Qatar

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WEC – A Lusail, sempre due Ferrari davanti a due ore dall’arrivo

Ci sono ancora due Ferrari davanti a tutti nella 1.812 km del Qatar. Nel corso della sesta ora di gara Miguel Molina sulla 499P #50 ha avuto la meglio su Phil Hanson e l’esemplare di AF Corse. Dietro alle due Rosse la lungo le due Toyota, capaci di recuperare non solo una qualifica disastrosa, ma anche un inizio gara complicato, a riprova della solidità acquisita dal progetto nipponico nel corso degli anni.

Purtroppo una nuova penalità, questa volta per un sorpasso fuori pista, ha momentaneamente allontanato la Ferrari #51, che però in questa porzione di gara ha ritrovato un James Calado capace di approfittare delle strategie altrui e a portarsi nuovamente nella top five.

A due ore dalla bandiera a scacchi, dietro all’accoppiata di testa si è issata la BMW #20, grazie ad una ottimizzazione dei consumi di carburante e pneumatici sulla Toyota #7, che però si sta avvicinando pericolosamente con Mike Conway. Raffaele Marciello sta infine valorizzando la gara dell’altra M Hybrid V8, ora in P7 alle spalle della seconda Toyota.

In GT3, Sean Gelael e la McLaren #95 alla metà gara continuavano a mantenere un cuscino di relativa sicurezza sul resto del lotto, ma l’evento più rilevante in questo quarto di gara sicuramente il principio di incendio sviluppatosi sulla Ford Mustang #77 con Bernardo Sousa alla guida, la stessa vettura andata a fuoco durante il Prologo e successivamente ricostruita per li weekend di gara dal team Proton.

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Una penalità per pitstop infringement ha invece svantaggiato l’Aston Martin dello Heart of Racing, che ha ceduto la piazza d’onore alla Corvette superstite, sospinta da Jonny Edgar, che dopo la penultima sosta ha virtualmente conquistato la testa della categoria. La seconda McLaren è invece scivolata di qualche posizione ed il gradino basso del podio pare appannaggio della Ferrari VISTA AF Corse #21, vettura che è stata protagonista con Alessio Rovera di un contatto con l’altra BMW M4 GT3 di Kelvin van der Linde non sanzionato dalla direzione gara.

Presto cambieranno però i valori in tavola, con l’ingresso dei piloti Pro a chiudere le ostilità nella categoria.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

La classifica all’ottava ora di gara

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WEC – Penalità e contatti promuovono AF Corse alla metà gara

Ferrari sempre in spolvero a Lusail, ma dopo cinque ore di gara c’è la 499P #83 di AF Corse davanti a tutti. Nel corso della terza ora infatti Antonio Fuoco veniva tamponato dalla BMW di Dries Vanthoor e perdeva tre posizioni.

Inoltre, alla #51 capolista sostanzialmente dallo start, veniva comminato un drive through per irregolarità durante la precedente Virtual Safety Car. Largo quindi a Yifei Ye, subentrato a Robert Kubica, al comando su Robin Frijns e la BMW #15 e la Toyota di Brendon Hartley.

Avvincente la lotta in GT3 con Finn Gehrsitz a condurre con la Lexus #78 ma incalzato, oltre che dalle due McLaren di United Autosports e dalla BMW #46, anche dalla Ford Mustang di Ben Tuck in furiosa rimonta, al punto di passare al comando nel corso della quarta ora. Ricordiamo che si tratta della vettura andata a fuoco durante il Prologo e ricostruita per le libere.

Davanti Fuoco si accodava alle spalle della gialla 499P, ancorchè distanziato da 20”, inseguito a sua volta dalle due Toyota. Ma era Charles Milesi, in lotta per la settima piazza con Sheldon van der Linde, a dare spettacolo con la sua Alpine, infilandosi tra due GT, la BMW #31 di Timor Bogulavskiy e la Porsche delle Iron Dames di Celia Martin. Fortunatamente danni limitati per l’A424, a differenza della Cadillac #38, afflitta da problemi all’acceleratore dopo il precedente crash fratricida.

Le sfortune della #51 peró non erano assolutamente terminate, con un contatto fra Antonio Giovinazzi e Sheldon van der Linde per la quale al pilota pugliese vengono assegnati 5” extra e poi un altro drive through per speeding in pitlane che fanno precipitare ulteriormente l’Hypercar partita dalla pole.

Frattanto Tuck, con le gomme ormai finite, non resisteva al ritorno di Gehrsitz e della McLaren di Sebastien Baud, ma la classifica mutava nuovamente pochi minuti dopo con Arnold Robin, subentrato al tedesco, a perdere diverse posizioni, forse proprio per un contatto con la McLaren #59.

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Della situazione ne approfittava l’altra GT di United Autosports, ora con Sean Gelael, a precedere alla metà gara l’Aston Martin dello Heart of Racing grazie agli effort di Zach Robichon e Mattia Drudi. Parlando di nostri connazionali, buono lo stint di Valentino Rossi, che mantiene la BMW #46 all’interno della top five.

La gara verrà neutralizzata nuovamente proprio allo scadere della quinta ora a causa dei detriti portati in pista dalla Porsche Proton di Nico Varrone, con Phil Hanson, ora al volante della gialla #83, a condurre con una manciata di secondi su Miguel Molina. A seguire le due Toyota, la BMW #20 e la Cadillac protagonista dell’incredibile incidente dalla seconda ora con Alex Lynn.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

La classifica alla quinta ora di gara