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WEC – Coletta e Cannizzo, parlano i boss Ferrari

Grazie all’occasione della 6 Ore di Imola, abbiamo avuto la possibilità di parlare nuovamente con Antonello Coletta e Ferdinando Cannizzo in vista della prima prova del FIA World Endurance Championship 2026.

Cosí il Global Head of Endurance and Corse Clienti si è presentato ai media presenti, tra cui ovviamente Italian-Endurance.com.

Antonello, come valuti la decisione di ACO e FIA di non parlare del BoP?

“Parlare del BoP come sappiamo non è possibile: Esiste una regola e credo che queste regole debbano essere rispettate. Detto ció, onestamente penso sia preferibile conoscere più informazioni.”

Come si riparte dopo aver vinto tutto in tre anni?

“Ripartiamo dopo la migliore stagione di Ferrari di tutti i tempi nelle prove di durata. Abbiamo lavorato duramente, siamo rimasti un po’ sorpresi dopo la prima 24h Le Mans e siamo cresciuti passo dopo passo. D’altra parte i risultati non arrivano mai per caso, tutto è dato da un sistema ben processato e realizzato con metodo. Poi servono le conoscenze ed il talento, ma ad inizio del 2026 ovviamente risultiamo i favoriti anche se in realtà ripartiamo tutti da zero. Ci fa enorme piacere essere campioni del mondo, siamo orgogliosi di far parte di questa squadra e dobbiamo continuare a lavorare per apprendere quel qualcosa di nuovo ogni volta anche se lo scorso anno abbiamo vinto tutto”. 

Gli altri competitor, come in passato con le GT, arrivano per provare a battervi, come vedi questa cosa?

“Basta sentire le dichiarazioni di un altro costruttore (Ford-ndr) quando ha annunciato di voler gareggiare nella classe regina. Penso sia sufficiente come risposta (sorride)”.

Come valuti i dati del Prologo?

“Penso che altri si siano nascosti di più. Il prologo ha avuto delle condizioni meteo particolari, e oggi possiamo capire bene che i valori non sono quelli delle prove libere. Purtroppo il risultato è relativo e solo domenica sera avremo realmente un chiaro quadro della situazione. Alcuni stanno migliorando anche sul giro secco, mentre altri sembrano avere  un passo gara significativo. Secondo me la Top3 nel Prologue e nelle FP1 è un dato da valutare con le molle”.

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Come è stata la preparazione senza la 1812km del Qatar? 

“Siamo riusciti a fare un test a Imola, ma purtroppo il nostro piano di test in Medio Oriente è saltato. Abbiamo meno conoscenza sulle gomme rispetto ad altri marchi che hanno avuto la chance di correre anche in IMSA. Le gomme vanno capite per essere sfruttate al meglio, e certamente qualche prova extra ci avrebbe aiutato. Capire cosa ruota intorno a queste mescole è fondamentale, e questo non è in ogni caso mettere le mani avanti“.

Importantissima parentesi anche con Ferdinando CannizzoHead of Endurance Race Cars.

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Come valuti la condizione al termine del Prologo?

“Speravamo di avere una giornata asciutta al Prologo, ma alla fine forse siamo più contenti così. La correlazione con il simulatore è fondamentale e sta dando ottimi risultati. Dovevamo capire la situazione relativa alle gomme, adesso ci siamo fatti un idea migliore di quello che può essere la strategia della gara. In ogni caso è complicato trarre conclusione dei nostri rivali, dai dati che abbiamo in nostro possesso siamo consapevoli che la gara potrebbe essere completamente differente dalle qualifiche”.

Il gruppo sembra molto più vicino…soprattutto sul passo gara

“Le squadre sono molto vicine, durante le prove libere ed il Prologo abbiamo provato sia le qualifiche che la gara. Se guardiamo il giro singolo non ci sono problemi, ma per la gara la condizione generale è differente. In ogni caso dobbiamo poco agli altri e concentrarci principalmente su noi stessi”.

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Come avete approcciato il ritardo nella partenza del campionato?

“Abbiamo dovuto recuperare il materiale, ma siamo riusciti a sostituire la prova in Qatar ed il test altrove. Le prove di Imola di qualche giorno fa è stata significativa. Prima della 1812km avevamo una prova in Bahrain che è stato impiazzato qui a Imola”.

Come ‘gruppo’ come vi sentite?

“Ci sono state innovazioni sulla vettura, ma nulla di significativo. L’attenzione e l’approccio che abbiamo al team non è cambiato, se c’è intesa e rispetto oltre all’umiltà tutto funziona al meglio. Durante l’inverno abbiamo lavorato molto per permettere ai nuovi membri di affiatarsi con le persone già presenti. La continuità tra ingegneri e piloti è un valore aggiunto, conosciamo vari pregi e difetti di ognuno e ci basta uno sguardo per capirci. Non solo le competenze tecniche sono importanti, ma anche il modo in cui si lavora insieme, e in questi mesi si è creato un rapporto di grande fiducia fra tutti”.

Quanto è cambiata l’auto rispetto allo scorso anno?

“Non è possibile omologare l’auto nuova senza usare Joker. Quest’anno invece siamo stati in grado di apportare delle modifiche per via della nuova omologazione. In questo momento non stiamo lavorando in modo parallelo con la F1 visto il cambio di regolamenti, la situazione verrà mantenuta fino all’attuale conclusione del ciclo regolamenti FIA WEC. Parlando delle nuove regole invece non abbiamo ancora discusso nulla nel dettaglio, Ferrari ha un’idea chiara su cosa accadrà, e la convergenza in un’unica piattaforma non è da escludere”-.

Il vostro rivale per il Mondiale è? 

“Ad oggi ti dico Toyota anche se l’anno scorso hanno avuto una stagione interlocutoria”.

Intervista raccolta da Luca Pellegrini e Piero Lonardo ed elaborata da Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Alpine e Toyota si mostrano nelle seconde libere di Imola

Non c’è piú una Ferrari in cima alla classifica delle seconde libere della 6 Ore di Imola. Charles Milesi e l’Alpine #35 si sono installate al comando definendo un nuovo limite con 1.30.898, vincendo il duello a distanza con Nyck de Vries e la Toyota #7, lasciata a poco più di un decimo.

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Le 499P non hanno comunque terminato tanto lontano, con Antonio Fuoco ed Antonio Giovinazzi autori della terza e quarta prestazione, ugualmente non tanto lontani dalla vetta della graduatoria.

Poco più distanti dal vertice, a 3 e 4 decimi, le migliori Peugeot e BMW, a precedere a propria volta la gialla Ferrari di AF Corse, in una sessione che si è svolta senza interruzioni.

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Kobe Pauwels, new entry 2026 in Aston Martin, ha invece dato il cambio al top all’altra Vantage al top delle LM GT3 col tempo record di 1.42.081, precedendo di appena 70 millesimi un altro deb nella serie mondiale, Hadrien David sulla Lexus #78 di Akkodis ASP. A contatto anche l’altra vettura dello Heart of Racing di Zach Robichon.

Quattro i piloti che che non hanno preso parte al turno: Charlie Eastwood, il migliore nelle libere-1 con la Corvette di TF Sport, Fred Makowiecki, parte dell’equipaggio dell’Alpine #36, Loic Duval di Peugeot e Johannes Zelger di Iron Lynx.

Il programma di domani proseguirà con la terza ed ultima sessione di libere e le prime qualifiche della stagione, rispettivamente alle 10.30 e alle 14.30.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Libere 2

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WEC – Da Imola: la voce ai piloti Ferrari

Inizia ufficialmente il fine settimana di Imola del FIA World Endurance Championship 2026. I piloti della Ferrari hanno parlato con la stampa presente nel paddock, tra cui Italian-Endurance.com che anche quest’anno sarà protagonista in tutte le competizioni della serie, in vista delle prime libere della 6 Ore di Imola.

Inizialmente ci siamo soffermati su Alessandro Pier Guidi,  protagonista per l’equipaggio #51 del titolo mondiale vinto  lo scorso anno insieme a James Calado e ad Antonio Giovinazzi.

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Ale, come vi sentite a iniziare da campioni del mondo?

“Onestamente per me non è cambiato molto. Si inizia una nuova stagione ripartendo da zero, cercando di vincere più gare possibili.”

Lo scorso anno qui avete vinto, l’auto si trova bene a Imola…

“Lo scorso anno a Imola la vettura è andata bene, è una pista positiva per Ferrari. La 499P si muove bene sui cordoli e sui bumps presenti lungo il tracciato, e se sei in grado di usare bene i limiti della pista qui puoi guadagnare molto”.

Come ti sei trovato con le nuove gomme?

“In termini di performance le nuove gomme non sono il massimo, ma continuiamo a lavorare per capire al meglio le mescole. Alcune squadre hanno corso in IMSA e quindi hanno un piccolo vantaggio, ma certamente è più facile mettere in temperatura le gomme. Durante il prologo abbiamo usato più le soft rispetto alle medium che forse verranno usate più oggi in FP2 e poi in gara. Alcune previsioni  però non escludono la pioggia per la parte centrale della corsa, e quindi le cose potrebbero cambiare”. 

Quanto è cambiata la 499P rispetto allo scorso anno vista la nuova omologazione?

“La 499P è molto simile rispetto allo scorso anno. La guidabilità non è cambiata nonostante le piccole modifiche intervenute durante l’inverno per la nuova omologazione. La macchina è uguale al 2025. Ci aspettiamo che gli altri siano competitivi, quando porti una versione ‘EVO’ ti aspetti che la loro prestazioni migliori”.

Cosa ne pensi del debutto di Genesis?

“Magari non alla prima gara, ma presto possono essere della partita. Sappiamo che sono un costruttore importante, ho visto la vettura in pista durante il Prologue”.

Credi che sia un vantaggio aver disputato dei test a Imola qualche settimana fa?

“Tutto era pronto per iniziare in Qatar, ma sappiamo bene cosa è successo. Avevamo programmato qualche test in Medio Oriente ma ovviamente i piani sono cambiati. Sfortunatamente la situazione non è nel nostro controllo ma speriamo di tornare sul finire di stagione. Avere la chance di girare in pista prima degli altri a Imola può essere un vantaggio.”

Cosa ti aspetti dal weekend, nel Prologo siete stati subito velocissimi…

“Non tutti hanno provato il giro singolo nel Prologue, e penso comunque che in gara tutti saranno più ravvicinati in termini di tempi. Tutte le gare sono importanti soprattutto se vuoi vincere il titolo, anche se ovviamente Le Mans ha un peso specifico differente e non aver corso in Qatar ci lascia con i dati di una gara in meno prima della 24 Ore”.

L’attenzione si è poi spostata sull’equipaggio #50, presenti Miguel Molina e Nicklas Nielsen, mentre Antonio Fuoco era pronto per scendere in pista e guidare durante la prima sessione di prove libere.

A Imola le qualifiche sono sempre importanti, come vi sentite quest’anno?

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Molina – “Le gare Endurance sono diventate sempre più delle competizioni Sprint. La posizione in pista, specialmente a Imola, è fondamentale. Abbiamo una buona macchina per competere anche se non credo che siamo i favoriti in generale. Qui, in ogni caso, le qualifiche hanno un peso specifico significativo”.

Dopo il Prologue tanti vi danno per favoriti, è vero?

Molina – “Nonostante il risultato del Prologo, non credo che lo siamo. Grazie ai dati raccolti abbiamo visto che diverse altre auto sono competitive, potete immaginare quali sono anche senza fare nomi”.

Quanto è importante per voi questo evento?

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Nielsen - “Questa è chiaramente una delle gare più importanti dell’anno. Negli ultimi anni siamo sempre stati competitivi, ed è sempre speciale correre con così tanti tifosi pronti per suportarti. Siamo onorati di gareggiare a casa anche per noi che non siamo italiani al 100%. Credo che ora siamo nel momento in cui riusciamo ad essere competitivi in ogni area della nostra auto. Siamo cresciuti su vari aspetti nelle ultime stagioni, ma c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire soprattutto con delle auto così complicate. Puoi sempre trovare dei dettagli minimi”.

Intervista raccolta da Piero Lonardo e Luca Pellegrini ed elaborata sa Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Ferrari uno-due-tre anche nelle Libere 1 di Imola

Le Ferrari proseguono il dominio sul giro singolo nella prima sessione di libere della 6 Ore di Imola. Questa volta, dopo le due 499P ufficiali al top nel Prologo, è stata la volta della #83 AF Corse e di Robert Kubica comandare la lista dei tempi con 1.31.739, ben 6 decimi quindi oltre il limite dei test collettivi di martedí, scalzare e precedere la #50 di Antonio Fuoco di appena 23 millesimi, e la #51 con Antonio Giovinazzi di 2 decimi.

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A 4 decimi la prima degli “altri”, la rinnovata Cadillac #12 grazie a Will Stevens; appena più lontane le due Peugeot, e la migliore delle Toyota new look con Sebastien Buemi. Tutta la top ten delle Hypercar, che comprende anche l’Alpine #35 e le due BMW, è compresa all’interno del fatidico secondo.

Da segnalare inoltre un discreto passo in avanti delle debuttanti Genesis ed il ritorno in pista dell’Aston Martin #009 dopo il violento crash al Tamburello del Prologo.

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Lotta serratissima invece tra le LM GT3, on Charlie Eastwood e la Corvette TF Sport #34 a chiudere al top della categoria con 1.42.678, a superare per 20 millesimi il limite del Prologo di Mattia Drudi. Il pilota dell’Aston Martin Heart of Racing chiude la sessione col terzo tempo, alle spalle della sorpresa Garage 59 con Finn  Gehrsitz.

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Il turno è stato neutralizzato un paio di volte, protagonista la BMW di Darren Leung, nella ghiaia alla Variante Bassa, mentre una seconda Full Course Yellow è stata chiamata in causa della Direzione Gara per sistemare il bollard della Variante. In finale di sessione si è poi girato alla Rivazza Thomas Flohr con la Ferrari VISTA AF Corse #54, ma dato il tempo rimanente ci si è limitati alle local yellow.

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La prossima sessione di libere è prevista alle 15.15.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati delle Libere 1

 

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WEC – Scoop esclusivo: una nuova Ferrari da luglio!

Ieri nel Prologo del FIA WEC di Imola, le tre Ferrari 499P hanno dominato la classifica in entrambe le sessioni, ma nonostante questa dimostrazione di superiorità nei test collettivi, il Cavallino sta già pensando al futuro.

A partire da luglio infatti inizieranno i test di una nuova LMH, questo quanto appreso da Italian-Endurance.com nel paddock dell’Autodromo del Santerno.

Non è noto se si tratterà di una hypercar totalmente nuova oppure, più probabilmente, di un aggiornamento sostanziale della 499P campione in carica piloti e costruttori, il cui effettivo utilizzo in gara, nel caso, potrebbe già ricadere, similmente a quanto già visto nel 2024, nella seconda parte della stagione.

Ricordiamo che sulle Ferrari 499P non è stato utilizzato alcun joker in vista dell’attuale campionato, ma solamente delle piccole modifiche aerodinamiche derivate dalla procedura di omologazione nella nuova galleria del vento di Windshear.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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WEC – Novità eclatante: il BoP non sarà più reso pubblico

Grossa novità, soprattutto per gli amanti delle statistiche ed i complottisti da tastiera: nel 2026 il WEC non rilascerà più le tabelle del Balance of Performance.

La scelta, di cui già si era sparsa notizia nel paddock, data l’assenza di comunicazioni al riguardo per il Prologo, è stato ufficializzato stamane ad una ristretta cerchia di media, tra cui Italian-Endurance.com, nel corso di una press conference tenuta nientemeno che da Bruno Famin, nuovo Direttore delle Competizioni dell’ACO, e Marek Nawarecki, Direttore del Dipartimento degli Sport in Circuito della FIA.

Famin nel presentarsi in questa veste, ha innanzi tutto puntualizzato di avere non solo ancora ben chiaro il punto di vista del costruttore, ma di essere stato a suo tempo partecipe della stesura del regolamento Hypercar.

L’ex responsabile di Alpine ha posto immediatamente l’accento sulla necessità da parte dei media di ricordare quali sono i principi del BoP e come funziona. “Abbiamo il BOP nel campionato perchè con il nuovo regolamento delle Hypercar, fin dall’inizio volevamo controllare i costi, cosí da evitare di ripetere il periodo 2014-2017 della LMP1 con auto incredibili, tecnologicamente molto avanzate, ma non duraturo a causa del notevole budget necessario, mediante un cost cap, come in Formula 1 e Formula E.”

“L’altro obiettivo era di dare a tutti lo stesso potenziale prestazionale da sfruttare, ovvero poter essere competitivi a un costo ragionevole e accessibile. Siccome occorrono molte risorse per gestire i regolamenti finanziari, abbiamo scelto di privilegiare la “finestra” delle prestazioni, per limitare le prestazioni della vettura invece di limitare le risorse finanziarie, per potere dare a tutti lo stesso potenziale di prestazione.

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“Detto ciò, i costruttori devono saper usare quel potenziale di prestazione, poichè il potenziale di prestazione non è solo peso e potenza. Per vincere infatti è necessaria la migliore esecuzione possibile: nessun errore da parte dei piloti, nessun errore da parte dei meccanici, nessun errore nella strategia, nessun errore nell’assetto della vettura. Nel motorsport moderno, è fondamentale anche che le gomme, che sono il fattore chiave per le prestazioni finali, funzionino al meglio, soprattutto nelle gare di durata.”

“Ma l’influenza dell’effetto BOP sul risultato finale, sulle prestazioni finali in gara, è minima. Questo deve essere chiaro.” Ha rimarcato Famin “

“Quest’anno tutte le vetture hanno dovuto essere riomologate per garantire che tutte le auto fossero disponibili durante i test invernali e che tutti partecipassero alle prove di Windshear per ottenere i nuovi parametri di omologazione, e molti costruttori hanno sfruttato quest’opportunità per apportare ulteriori evoluzioni. Una volta omologata la vettura abbiamo avuto quelli che chiamiamo fattori di prestazione di primo livello: aerodinamica, resistenza aerodinamica, peso, potenza, altezza del baricentro. In base a questi parametri avremo la possibilità di aggiustare peso e potenza per poter dare lo stesso potenziale a tutte le vetture su una pista specifica.”

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“Esiste poi un secondo livello di analisi, il BOP appunto, in cui analizziamo i dati delle gare precedenti, gare rappresentative, analizzando in dettaglio le pure prestazioni in pista, non considerando la gestione della gara, degli pneumatici e del carburante, per avere un’idea chiara delle prestazioni.”

“Infine, vanno tutelati anche i nuovi arrivati, e in questo caso, in assenza di dati specifici della pista, cerchiamo di tutelarci noi da qualsiasi tipo di sorpresa, ma tuteliamo anche il nuovo arrivato che sappiamo avere molto da imparare.”

_PL54366“Quello che posso dire – aggiunto poi Nawarecki  - è che nel corso delle stagioni, applicando gli stessi principi del processo, abbiamo imparato molto, siadagli effetti delle diverse piste, che su come migliorare il BOP già nella fase di assetto dei parametri di omologazione, oltre che su come leggere i dati provenienti da diverse vetture su diverse piste e, cosa altrettanto importante, su come filtrare questi dati da eventuali effetti collaterali, come ha accennato Bruno, ovvero che per diversi motivi la vettura potrebbe avere prestazioni inferiori alle aspettative o, al contrario, superiori. Inoltre, è fondamentale anche cercare di comprendere le differenze di prestazioni tra due vetture dello stesso costruttore, un esercizio piuttosto interessante.”

“In definitiva un processo piuttosto complesso, che richiede molti calcoli e analisi, e possiamo affermare che lavorare congiuntamente  tra FIA e ACO è fondamentale, in quanto vengono utilizzati molti strumenti per elaborare questi dati per raggiungere il livello attuale di questa applicazione e rendere il campionato accessibile non solo a qualsiasi costruttore ma, anche tenuto conto dell’attuale situazione geopolitica, proteggerlo, dando inoltre a tutti lo stesso potenziale di prestazioni, e lasciando a ogni costruttore la libertà di sfruttarlo al meglio, vedi ad esempio il salto di prestazioni di Porsche tra il 2024 ed il 2025, ma anche – ha orgogliosamente sottolineato Famin – il successo di Alpline al Fuji dello scorso anno, grazie ad un’ottima esecuzione ed un pizzico di fortuna.”

Questa la dovuta premessa dell’organizzatore, ma ad Italian-Endurance siamo attenti anche alle sfumature, ed abbiamo cercato di non farci scappare un’occasione tanto ghiotta…..

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Mr.Famin, lei dice che i nuovi arrivati saranno protetti, ma quindi è possibile che durante questo fine settimana qualcosa cambi per loro? “Per quanto riguarda il nuovo arrivato, non ho dubbi che Genesis migliorerà abbastanza velocemente. La macchina è nuova, ma la struttura portante (ORECA-ndr) è abbastanza conosciuta. È la terza macchina con quella struttura e stanno ripartendo da zero con un team completamente nuovo, ma penso che abbiano persone molto valide e non ho alcun dubbio che impareranno molto velocemente, ma il BOP non cambierà durante il weekend di gara. Non cambierà mai per nessuno. Nemmeno a Le Mans.”

Una seconda domanda, che avrei voluto porre già tanto tempo fa, se esiste una piattaforma di equivalenza, funzionante, perchè doverla cambiare pista per pista? “È una buona domanda! E’ una scelta, dovuta principalmente dal fatto che al momento abbiamo solo otto gare. In un campionato con 20 gare, una macchina potrebbe andare meglio su alcuni circuiti rispetto ad altri e così via ed in media, andrà bene, ma con solo otto gare è un po’ più difficile.. Ma è possibile che qualcosa cambi in futuro, perché no?”

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Peraltro il non comunicare le tabelle del BOP qui a Imola, comporta una scelta diametralmente opposta a quella dell’IMSA, che al contrario ha dichiarato di avere fatto centro con i nuovi parametri di omologhazione, e non solo lascia lo spettatore senza un dato di confronto, ma lo lascia col dubbio che si verifichi una sorta di controllo della narrazione da parte dell’organizzatore… La risposta è stata lapidaria “Preferiamo non dirlo perché vogliamo evitare che alcuni costruttori pensino che ci sarà una sorta di BOP mobile nel BOP di Le Mans, e vogliamo limitare i rischi di “sandbagging” a Imola e Spa, e preferiamo mantenere la cosa come una blackbox, almeno per ora. Inoltre, credo non pubblicheremo mai i parametri di omologazione: nessun costruttore lo accetterebbe.”

Due parole anche sul Success Handicap; alla fine non è stato ritenuto necessario (meno male-ndr) aggiungere un terzo livello di equivalenza, perchè con solo otto gare nel campionato, potrebbe banalmente diventare una fonte di “sandbagging”.

Famin infine ha ribadito ancora una volta che il BOP non è cosí decisivo come si potrebbe pensare (affermazione sulla quale noi siamo peraltro d’accordo-ndr), e che si aspetta anche che i media più autorevoli (grazie-ndr) possano fare, mediante la diffusione delle informazioni fornite mediante l’incontro odierno, proselitismo presso il rispettivo pubblico riguardo questo aspetto.

intervista raccolta da Piero Lonardo e Luca Pellegrini ed elaborata da Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

26-01 GT Open grid (Algarve 2025)

GT Open – Motopark alla ricerca del bis nel 2026

Riparte da Portimao una nuova avvincente stagione per l’International GT Open, giunto alla 21ma edizione. La serie gestita da GT Sport si articolerà in otto round di cui due italiani: Monza e per la prima volta Misano Adriatico.

Otto marchi automobilistici saranno rappresentati per l’intera stagione. Aston Martin, Audi, BMW, Ferrari, Lamborghini, McLaren, Mercedes e Porsche, a partire dall’opening round portoghese del weekend, purtroppo coincidente al season opener del FIA World Endurance Championship di Imola e alla prova dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship di Long Beach.

GT Open

Il Team Motopark Mercedes per il bis?

Nove vetture sono iscritte nella categoria Pro a Portimão. Tutte e tre le Mercedes AMG GT3 EVO del Team Motopark parteciperanno alla classe regina dopo aver ottenuto il titolo lo scorso anno con Levente Révész.

L’ungherese cede il posto con l’auto #71 a Christian Mansell, che dividerà il volante con l’ex campione DTM Maximilian Götz. In attesa di scoprire la line-up della AMG #29, è invece confermata la #28 di Dominik Baumann/Marcelo Ramírez.

AF Corse schiera due nuove 296 GT3 EVO con il vicecampione Tommaso Mosca insieme sulla #51 a Rafael Durán; la coppia dividerà il box con l’ucraino Yaroslav Veselaho e Thomas Neubauer.

Impegno confermato per Elite Motorsport con gli ex campioni GT4 Europe Powered by RAFA Racing Club (Silver) Tom Emson e Tom Lebbon.

Altri tre marchi sono presenti nella classe regina. Greystone GT difenderà i colori di McLaren con Zak Meakin e Dean Macdonald, entrambi con esperienza nel GT Open e non solo.

L’ex campione italiano Leonardo Moncini raggiunge invece il GT Open dopo aver corso nel GT World Challenge Europe Powered by AWS. Con lui in pista con la Villorba Corse Lamborghini Rodrigo Testa.

Chiudiamo la lista dei Pro con Porsche, presente grazie a ZRS Motorsport. Il team italiano, presenza fissa ai vertici della GT Cup, debutta nella serie con una coppia di punta, Alex Fontana/Pietro Armanni.

Peccato non vedere Eastalent Racing. Simon Reicher e Christopher Haase, dopo il titolo 2024 e l’ottima stagione 2025 hanno deciso di cambiare programma con il debutto full-time nel GT World Challenge Europe.

GT Open 2025

PRO Am: alla ricerca di un nuovo campione

Manca all’appello la Mercedes AMG GT3 EVO SPS-automotive Performance di Valentin Pierburg/Dominik Baumann, e giocoforza sarà un nuovo equipaggio tra i dodici presenti in PRO AM ad assicurarsi il trofeo 2026.

Iniziamo da AF Corse Ferrari con Norikazu Shibata /Charlie Fagg e Laurent De Meeus/Vincent Abril. Quest’ultimo gareggerà regolarmente con la Rossa della squadra di Amato Ferrari dopo aver annunciato il ritiro delle competizioni professionistiche negli scorsi giorni. Il monegasco, ex campione del GT World Challenge Europe Sprint, ha comunque confermato di impegnarsi in alcune prove selezionate, soprattutto in PRO Am.

Con Ferrari anche 296 GT3 EVO #777 Olimp Racing di Marcin Jedlinski/ Karol Basz e la Rossa #25 Into Africa Racing by Dragon di Xolile Letlaka/ Axcil Jefferies.

Tra i favoriti non puó non rientrare la Mercedes AMG GT3 EVO #54 CBRX by SPS di Dexter Müller e Yannick Mettler. Per loro sarà il quinto anno consecutivo nella categoria dopo il quarto posto del 2026.

Audi sarà invece rappresentata da ISR come accaduto nelle ultime stagioni. Oltre a Libor Milota e Filip Salaquarda una seconda Audi R8 LMS GT3 EVO II sarà schierata anche da Sainteloc Racing con Michaël Blanchemain/ Jim Pla.

Due McLaren 720S sono presenti nell’entry list grazie a Greystone GT e Track Focused. Nell’ordine avremo i veterani Borodin/Oliver Webb e la coppia padre-figlio composta da Darren e James Kell.

Dopo tanti anni in Carrera Cup, Fach Auto Tech ha scelto per la PRO AM 2026 nel GT Open Alexander Schwarzer e Alexander Fach. L’esperto Christian Engelhart guiderà invece la Porsche 911 GT3 R EVO (992) #25 Dinamic GT con il bronze driver Philipp Sager.

GT Open 2025

AM: 8 unità in azione

Chiudiamo con la categoria AM che vede come assoluti favoriti i polacchi Stanislaw Jedlinski e Krystian Korzeniowski. La Ferrari di Olimp Racing cerca il titolo dopo il terzo posto dello scorso anno alle spalle dei dominatori del campionato Mark Sansom e soprattutto Michele Rugolo/Gino Forgione.

André Fernandes/Angelo Fontana (AF Motorsport Porsche), Alfredo Hernández (Grupo Prom Racing Team Mercedes) e Andrzej e Adrian Lewandowski (Baron Motorsport Ferrari) sono altre tre realtà da tenere in considerazione nella lunga stagione che come accaduto negli ultimi due anni vedrà due round Endurance oltre al consueto format di due round (70 minuti race-1 e 60 race-2).

Luca Pellegrini

Foto: GT Sport

DTM, Testfahrten, Red Bull Ring 2026 - Foto: Gruppe C Photography

DTM – Dörr il più veloce nella giornata di test al Red Bull Ring

Si apre con i test del Red Bull Ring la stagione 2026 del DTM, campionato che inizierà settimana prossima sempre sul tracciato della Stiria.

La McLaren 720S GT3 EVO di Ben Dörr ha firmato il best lap nella giornata con 1.28.199, migliorando nel pomeriggio il riferimento della Mercedes #48 di Jules Gounon di 18 millesimi.

Il pilota dell’AMG GT3 EVO del Team MANN-Filter non ha potuto difendere la leadership nella seconda sessione in quanto recatosi a Imola per il Prologo del FIA WEC con l’Alpine Endurance Team.

Thomas Preining (Manthey Porsche #91) e Lucas Auer (Mercedes AMG Team Landgraf #22) hanno concluso nell’ordine rispettivamente a +155 ed a +274 millesimi dalla vetta. I due padroni di casa hanno regolato Tom Kalender (Mercedes AMG Team Landgraf #84), Timo Glock (Dörr Motorsport McLaren #16) e Ricardo Feller (Manthey Porsche #90).

Ottimo ottavo posto per il campione ADAC GT Masters 2025 Finn Wiebelhaus. Il #64 di Haupt Racing Team si è imposto sulla Mercedes #24 Team Winward di Maro Engel e la Porsche #29 Land Motorsport di Bastian Buus.

Per quanto riguarda i tre piloti italiani presenti, l’ex-campione della serie Mirko Bortolotti (ABT Lamborghini #130) chiude col 14mo tempo davanti a Matteo Cairoli (Emil Frey Ferrari #14); 18mo infine Marco Mapelli con la Lamborghini Temerario GT3 di GRT.

L’appuntamento è per il season opener del 24-26 aprile prossimi.

Luca Pellegrini

Foto. ADAC Motorsport

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WEC – Ferrari imprendibili: è doppio tris nel Prologo di Imola

Inizio col botto per le Ferrari nel Prologo WEC di Imola. Al termine delle due sessioni, effettuate come noto in sostituzione della trasferta in Qatar, per un totale di otto ore di azione sulla pista del Santerno, le tre 499P occupano la vetta della classifica.

Tra i due turni varia solamente l’ordine, con Antonio Giovinazzi e la #51 campione del mondo a primeggiare nel finale su Robert Kubica e la gialla #83 di AF Corse con 1.31.586, con Nicklas Nielsen buon terzo a poco meno di un secondo.

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Nel pomeriggio invece è stata la volta di Antonio Fuoco di ritoccare il limite giornaliero con la #50 ed il tempo di 1.31.177 davanti a Kubica e ad Antonio Giovinazzi.

La giornata ha visto un cielo perennemente coperto con qualche goccia di pioggia, soprattutto nel pomeriggio, una condizione meteo peraltro che non dovrebbe verificarsi in gara, stanti le attuali previsioni.

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Alle spalle delle Ferrari solo tre, tutte nel secondo turno, le vetture capaci di scendere sotto l’1.32”: la BMW #20 con Renè Rast e le due Alpine. Per il resto distacchi che vanno dal 1”3 al 1”7. Fanno eccezione le due debuttanti Genesis, che chiudono la graduatoria delle Hypercar con 2”4 di gap dai battistrada.

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Assente nel turno pomeridiano l’Aston Martin Valkyrie #009, protagonista di una delle diverse interruzioni, tra cui anche una Full Course Yellow per recuperare una lepre, fuori rovinosamente in entrata del Tamburello con Marco Sørensen al volante.

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Mattia Drudi, fresco vincitore nel GTWC Europe a Le Castellet, ha invece segnato la migliore prestazione fra le LM GT3 con l’Aston Martin #27 ed il tempo di 1.42.698, a precedere di appena 51 millesimi Alessio Rovera, tenutario del best lap del primo turno con la Ferrari Vista AF Corse #21.

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In evidenza anche il Garage 59, qui al debutto con le McLaren 720S GT3 Evo, con la #10 di Tom Fleming e le due Corvette di TF Sport, che completano la top five pomeridiana di categoria.

E’ tutto per questo Prologo; A seguire un paio di giorni di pausa per le attività multimediali, tra cui spicca sicuramente la ormai tradizionale presentazione in centro a Imola, in Piazza Matteotti, dalle 17.00 di giovedí 16 aprile.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

I risultati della Morning Session

I risultati della Afternoon Session

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ELMS – Prima vittoria per Forestier Racing by Panis a Barcelona. Enzo Trulli a segno in LM P2 Pro/Am. Germania uber alles con Proton e Rinaldi Racing nelle altre categorie

Il Panis Racing ha cambiato denominazione ma non la capacità di vincere, e lo ha dimostrato quest’oggi a Barcelona, aggiudicandosi il primo atto dell’European Le Mans Series 2026.

Louis Rousset, Ollie Gray, e soprattutto Esteban Masson, questi ultimi due presenti anche nell’effort campione 2025, hanno gestito al meglio una gara dura, regolando in pista gli altri contender, a partire dalla #34 di Inter-Europol, che gli finisce alle spalle con il polesitter Reshad de Gerus e Bjoy Garg, unico equipaggio a due nella serie.

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Decisivo l’ultimo stint e la relativa strategia, con il Panis Racing a sostituire solo le gomme di sinistra mentre il team polacco optava per il fuel only, con Masson a recuperare visibilmente e riconquistare la leadership a poche tornate dalla bandiera a scacchi nonostante una doppia penalità di 10+10” per altrettante infrazioni in regime di Full Course Yellow.

Dal podio manca Jack Doohan, altro protagonista della gara per il Nielsen Racing, vittima di un errore nelle fasi finali nel duello con Masson in rimonta e Ben Hanley; quest’ultimo, insieme a Griffin Peebles e Gregoire Saucy riporta sul podio overall la #22 di United Autosports, a lungo al comando della gara.

Anche Jack Hughes, sull’ammiraglia di Algarve Pro Racing, è sparito a metà gara dalle posizioni che contano a causa di un contatto da parte della Mercedes #63 di Iron Lynx, mentre al contrario da segnalare ancora una bella prova da parte della #18 di IDEC Sport del GMR Trajectory Program che insieme a Jamie Chadwick ora conta anche Laurents Hörr ed il nostro Valerio Rinicella, appena fuori dal podio a precedere l’altra entry di Inter-Europol, che nonostante la furiosa rimonta da parte di Tom Dillmann termina solamente in P5 dopo un errore nelle primissime fasi della corsa.

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A dire il vero la gara, graziata da una notevole cornice di pubblico nonostante la minaccia di pioggia, era iniziata con i peggiori auspici, a causa di un doppio incidente allo start che ha coinvolto da una parte le LM P3 con Anti Rammo, inspiegabilmente in testacoda prima della frenata di curva 1, che coinvolgeva anche le Ligier di due sicuri protagonisti, entrambi ex-campioni della categoria, quali Paul Lanchère e Nick Adcock.

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Poco più avanti invece Jonas Ried si girava con la LM P2 di Proton, e Georgios Kolovos non poteva fare altro che centrarla in pieno; coinvolto anche Kriton Lentoudis, anche se è stato il connazionale ad avere la peggio. Trasportato con ambulanza in ospedale, al pilota di CLX Motorsport è stata riscontrata la frattura di una vertebra. La direzione gara ha fermato la corsa per 25’, che sono stati poi recuperati in seguito.

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Battaglia vera anche tra le LM P2 Pro/AM, dove il podio parla tanto italiano, con la #20 di Enzo Trulli sul gradino più alto insieme ad Antonio Fuoco di AF Corse e Giorgio Roda del Team Duqueine. Nella prima metà di gara il confronto è stato tra il polesitter e Doriane Pin da una parte e PJ Hyett e Dane Cameron di AO by TF dall’altra.

“Spike the Dragon” è stato poi eliminato dalla contention da Paul-Loup Chatin, ma dietro l’Oreca #30 avanzava a larghe falcate Jakobsen, che dopo un lungo inseguimento aveva la meglio sulla test driver Peugeot WEC. Una penalità per il prototipo neroverde permetteva infine alla vettura di AF Corse di chiudere al secondo posto.

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Tra le LM GT3, successo da parte della Porsche Proton #75 dell’eterno Richard Lietz, ora coadiuvato da Tom Sargent e Matt Kurzejewski. Il campione in carica WEC della categoria ha preso la testa della gara nel corso dell’ultima ora sulla Mercedes del Team Qatar by Iron Lynx spronata inizialmente da Abdulla Ali Al-Khelaifi – ottima prova la sua – dopo che le prime fasi erano state appannaggio di Davide Rigon, unico Pro in pista in quel momento, che con la Ferrari AF #51 aveva presto scalato la classifica dal fondo dello schieramento.

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Dietro la 911 caratterizzata da una splendida livrea argento per omaggiare i 75 anni del costruttore tedesco, avanzava di conserva la McLaren di United Autosports, mentre nelle ultime curve la Mercedes Qatariota perdeva il podio in pista a vantaggio della Ferrari Kessel #54 di Daniel Serra. La classifica di categoria comunque è ancora sub-judice a causa di un’infrazione del tempo minimo di guida da parte di Wayne Boyd sulla McLaren #23.

 

Tanti i protagonisti attesi mancati al traguardo: la Corvette campione di TF Sport è stata buttata fuori dalla Ferrari di GR Racing; nel contatto è stata coinvolta anche l’altra Ferrari Kessel, mentre la Porsche di High Class Racing che presenta nella line-up il factory driver Laurin Heinrich, mai realmente in lotta per il primato, ha sbattuto duro. Infine l’Aston Martin del Racing Spirit of Leman, pure vittima di una sanguinosa uscita di pista da parte di Clement Mateu.

 

Infine le LM P3, dove ancora una volta è stata la strategia a dettare il risultato finale. Dopo il dominio iniziale da parte di R-ace GP, l’unica Duqueine in pista si è vista insidiare e poi passare dalla Ligier di Eurointernational, che sembrava destinata alla vittoria di misura sui transalpini.

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La vettura #11 però ha dovuto effettuare un’ultima sosta ai box, lasciando il campo a… alla Ligier di Rinaldi Racing di Alvise Rodella, Juan Fernandes Cautela a Mikkel Gaarde Pedersen, che va cosí a cogliere il primo successo nella serie europea su Hugo Schwarze, Fabien Michal e Pierre-Alexandre Provost, a sorpresa solamente secondi a 11” dai battistrada. A completare il podio la Ligier di Inter-Europol partita dal fondo dello schieramento a precedere la poco fortunata entry in rosa.

L’ELMS tornerà già fra tre settimane col tradizionale appuntamento del Circuit Paul Ricard.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 4 ore di Barcelona

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