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IMSA – Già pronto il calendario 2025!

L’IMSA ha rilasciato con enorme anticipo il calendario 2025 del WeatherTech SportsCar Championship. Lo scopo di tale anticipo, nelle parole del Presidente John Doonan, per permettere a team, fans e partners di portarsi già avanti coi piani per la prossima stagione.

Va detto che la schedule non differisce di molto da quella della stagione corrente: sempre 11 gli appuntamenti totali, di cui 5 validi per la Michelin Endurance Cup.

Dopo la tradizionale apertura di Daytona e Sebring, l’appuntamento di Long Beach verrà anticipato di una settimana, al 12 aprile. A seguire Laguna Seca e Detroit, per passare alla 6 Ore del Glen, spostata in avanti di una ulteriore settimana dopo che l’edizione 2024 dell’enduro newyorchese era già stata posticipata allo scopo di evitare la concomitanza con la 24h di Spa del GTWC.

Si proseguirà poi come nella presente stagione col CTMP, dove ancora una volta saranno le LM P2 la classe regina, poi ancora Road America, il round tutto dedicato alle GT del VIR per poi chiudere con Indianapolis e la Petit Le Mans.

Riguardo la possibilità di organizzare presso l’IMS una manifestazione che comprenda anche il WEC, Roger Penske, proprietario dello speedway, ne ha escluso la fattibilità nei prossimi due anni.

Nel frattempo godiamoci le qualifiche della 12 Ore di Sebring, spostate alle 12.50 PM odierne, le 17.50 nostrane.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

Il calendario 2025 del WeatherTech SportsCar Championship:

17-19 gennaio — Roar Before Rolex 24 (All)

23-26 gennaio — Daytona International Speedway (All)

12-15 marzo — Sebring International Raceway (All)

11-12 aprile — Long Beach Street Circuit (GTP, GTD)

9-11 maggio — WeatherTech Raceway Laguna Seca (GTP, GTD Pro, GTD)

30-31 maggio — Detroit Street Circuit (GTP, GTD Pro)

26-29 giugno — Watkins Glen International (All)

11-13 luglio — Canadian Tire Motorsport Park (LM P2, GTD Pro, GTD)

31 luglio-3 agosto — Road America (All)

22-24 agosto — Virginia International Raceway (GTD Pro, GTD)

19-21settembre — Indianapolis Motor Speedway (All)

8-11 ottobre — Michelin Raceway Road Atlanta (All)

Palms

IMSA – Chi fermerà la Cadillac Ganassi a Sebring? Fuoco al top in GTD

Cadillac e Team Ganassi di nuovo protagonisti nella terza ed ultima sessione di prove libere della 12 Ore di Sebring, con Renger van der Zande, al top con 1.49.179. L’altro esemplare di Action Express è stata a lungo P2 con Tom Blomqvist prima di essere superato prima dalla BMW di Augusto Farfus e poi dall’Acura di Filipe Albuquerque

Mathieu Jaminet sembra il più in forma della pattuglia Penske e va a completare la top five del turno, mentre al contrario l’altra 963 ufficiale, trionfatrice a Daytona, va a chiudere la lista delle GTP.

Una battaglia a colpi di millesimi invece quella tra Paul-Loup Chatin e Mikkel Jensen tra le LM P2, vinta da quest’ultimo con l’Oreca del TDS racing per 7 millesimi col tempo di 1.51.497.

Provocate da tre vetture della categoria le altrettante red flag che hanno spezzettato la sessione: ha iniziato Jonny Edgar, presto fuori in curva 8 con la Ligier del Sean Creech Motorsport, poi è stata la volta di Tom Dillmann, protagonista dopo 37’ di un contatto in curva 7 con la McLaren di Inception Racing guidata da Brendan Iribe, ed infine Colin Braun con l’incidente più serio all’ultima curva e che chiudeva con 3’ di anticipo il turno serale.

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Tra le GT infine emerge la Corvette con Earl Bamber ed il tempo di 2.00.790, 2 decimi meglio della Ferrari Cetilar di Antonio Fuoco, al top in GTD. A seguire Philip Ellis e la Mercedes del Winward Racing e la BMW del Paul Miller Racing con Neil Verhagen.

Non è scesa in pista l’Acura GTP #40 del WTR w/Andretti, i cui piloti non avevano necessità di effettuare i tre giri obbligatori in notturna, mentre la McLaren dello Pfaff Motorsport subiva un contatto in pitlane da parte dell’Oreca LM P2 capolista; infine da segnalare un insolito problema, forse derivante anch’esso da un contatto, per Dirk Muller con una delle due Ford Mustang Multimatic, in testacoda alla curva 16.

Domani in programma le qualifiche a partire dalle (UPDATE, orario modificato) 12.50 PM ET, le 17.50 nostrane, godibili in diretta streaming gratuita sul sito IMSA.

Piero Lonardo

Foto: Michelin Racing USA, IMSA

I risultati delle Libere 3

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IMSA – Hanson abbassa il limite con la Porsche del JDC-Miller. Lexus ancora davanti in GT

Porsche davanti nelle seconde libere appena concluse di Sebring, ma non con le due ufficiali, bensí con la 963 privata del JDC-Miller Motorsports e Phil Hanson, autore nel finale di 1.48.149. Inefficace il tentativo di Sebastien Bourdais di riportare davanti la Cadillac, a lungo al top con il quattro volte Pipo Derani. Le due V-Series.R terminano infatti alle spalle del battistrada.

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La migliore delle due Porsche ufficiali chiude la top five con Mathieu Jaminet dietro all’Acura #40 di Louis Deletraz. Ha ripreso la pista anche l’altra Porsche privata di Proton/Mustang Sampling, che chiude la classifica delle GTP; problemi invece per la Lamborghini, a muro in curva 13 con Romain Grosjean a metà sessione.

Josh Burdon un po’ a sorpresa è al comando delle LM P2 con la vettura del Riley Motorsports ed il tempo di 1.52.078, superiore comunque alla migliore prestazione del TDS al primo turno.

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Tra le GT infine, sono ancora le Lexus a dettare legge, con Parker Thompson e Jack Hawksworth a scambiarsi le posizioni rispetto al primo turno. Il canadese ha sfiorato la migliore prestazione dell’ex-IndyCar con 2.00.237, lasciando a quasi mezzo secondo la Ferrari Pro di Risi Competizione di Davide Rigon.

La Rossa #62 è stata peraltro protagonista dell’unica red flag della sessione, fermandosi in curva 1 per poi ripartire proprio col pilota vicentino al volante. Alla sessione non hanno partecipato le due Ford Mustang ufficiali schierate da Multimatic.

Ultimo impegno per oggi la sessione in notturna, a partire dalle 7.45 PM ET, le 00.45 italiane.

Piero Lonardo

Foto: IMSA, Porsche Motorsport, Vasser Sullivan

I risultati delle Libere 2

Mobil50 (1)

IMSA – Uno-due Cadillac nelle prime libere di Sebring. Sanna fuori da Lamborghini

Inizia bene per Cadillac il weekend di Sebring: le due V-Series.R sono infatti in cima alla lista dei tempi dopo le prime libere svoltesi nel pomeriggio italiano.

E’ Renger van der Zande, alla sua 100ma gara IMSA, a primeggiare con l’esemplare del Chip Ganassi Racing col tempo di 1.48.279 davanti a Jack Aitken e la #31 dell’Action Express/Whelen Racing nonostante un’escursione alle leggendaria turn 10 da parte di Tom Blomqvist. I due sono separati da ben mezzo secondo. A seguire la migliore delle Porsche, con Nick Tandy e le due Acura del WTR w/Andretti.

Per l’occasione la Cadillac #01, le due Corvette ufficiali del Pratt Miller, la Lexus #14 del Vasser Sullivan e la Porsche #91 iscritta alla Michelin Pilot Challenge del Kellymoss w/Riley adottano una speciale livrea dorata per festeggiare il 50mo anniversario della partnership con Mobil 1 a Sebring.

Problemi di elettronica per la Porsche Proton, arenatasi in curva 1 e non più tornata in pista, mentre ha siglato le prime miglia sui bump anche la Lamborghini SC63, che chiude lo schieramento delle GTP. Di oggi la notizia delle dimissioni di Giorgio Sanna da capo della divisione sportiva del marchio del Toro, ruolo che ricopriva dal 2015; al suo posto ad interim Rouven Mohr, capo del settore tecnico Lamborghini. Le dimissioni di Sanna, assente peraltro in Qatar, da quel che ci risulta non sarebbero da ricondurre alle prestazioni della nuova vettura.

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Tra le LM P2 è il TDS con Mikkel Jensen a svettare con 1.51.342 davanti alle due Oreca di United Autosports di Paul di Resta, superato di appena 21 millesimi, e Ben Hanley. P9 per la Ligier del Sean Creech Motorsport, reduce dalla difficile prestazione di Daytona, mentre è rimasta ferma ai box invece la vettura di ERA Motorsport, ricordiamo meritata vincitrice a Daytona, con problemi al motore Gibson.

Da segnalare infine la conferma di Toby Sowery quale terzo pilota delle gare lunghe della Michelin Endurance Cup per il Crowdstrike by APR al fianco di Colin Braun e George Kurtz.

Ed è proprio la Lexus dorata GTD Pro di Jack Hawksworth a segnare la migliore prestazione tra le GT, col tempo di 2.00.202, appena 94 millesimi meglio della Ferrari di Risi Competizione con Daniel Serra. Il pilota brasiliano è alla ricerca della prima vittoria a Sebring dopo la pole del 2022.

A seguire l’altra RC F GT3 iscritta in GTD con la stellina Parker Thompson, la Porsche “Rexy” di AO Racing di Seb Priaulx e la migliore delle Corvette con Tommy Milner.

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Migliore fra le Ferrari, la 296 GT3 di Cetilar Racing, terza in GTD con Antonio Fuoco, mentre la vettura di Conquest Racing si è limitata a degli in&out, come peraltro la BMW del Paul Miller Racing.

La giornata proseguirà con altre due sessioni di libere, alle 3.00 PM ET, vale a dire alle 20.00 nostrane, e alle 7.45 PM ET, in attesa delle qualifiche di domani alle 11.20 AM ET.

Piero Lonardo

Foto: Mobil 1 Racing, United Autosports, Cetilar Racing

I risultati delle Libere 1

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IMSA – Col BoP di Sebring si torna all’antico per le GTD

In settimana si è parlato tanto, talvolta a sproposito, del BoP adottato dal WEC in Qatar e delle sue conseguenze. L’IMSA, ente patrocinatore del WeatherTech SportsCar Championship, con un pragmatismo tutto statunitense, ha deciso di buttare via il metodo appena varato a Daytona per le GTD, basato sulla ricerca di una performance comune sulla base dei dati forniti dai costruttori, per tornare ad una metodologia che tiene conto dei dati pregressi.

Col benestare di tutti i costruttori, stante anche il precedente delle penalizzazioni a Ferrari e BMW per aver ecceduto nelle prestazioni previste, l’IMSA ha cosí ripreso completamente il controllo delle equivalenze esposte nelle tabelle diffuse nella giornata di oggi per la 12 Ore di Sebring.

Daytona come noto rappresenta un’eccezione rispetto al resto delle piste che animano la serie, e cosí non c’è da meravigliarsi se il BoP tra le due gare della Florida differisce sostanzialmente per ogni marchio, sia tra le GTP che le GTD. Il confronto quindi lo faremo con le equivalenze dello scorso anno.

Appesantite le Cadillac, che lo scorso anno si imposero con Action Express davanti alla BMW in una gara ad eliminazione insieme ad Acura e Porsche. Da 1.038 kg le V-Series.R passano a 1.060 ma potranno disporre di 7 kW di potenza massima (fa 513 a 520) e di 918 MJ per stint.

Le Acura, per contro, godranno di un peso simile all’edizione 2023 (1.055 kg contro 1.054 del 2023) ma di una potenza massima ridotta da 520 a 512 kW con 910 MJ per stint, similmente alle rinnovate Porsche, trionfatrici a Daytona, ora a 1.049 kg con 508 kW massimi e 904 MJ per stint. Peso minimo ridotto invece per le BMW, che con 10 kg in meno si portano a quota 1.030, ma anche in questo caso potenze ridotte da 905 a 898 MJ per stint e 506 kW massimi.

Infine la nuova Lamborghini, al debutto nella serie americana, che partirà con 1.044 kg, 513 kW di potenza massima e 908 MJ per stint.

Ancora più difficile il compito dei legislatori delle GT, con la bellezza di 11 marchi in gara. In generale, vetture appesantite rispetto allo scorso anno con punte di ben +50 kg per le Lamborghini, che comunque non risulteranno le più pesanti in pista. L’onore va alle Mercedes che correranno con 1.390 kg a vuoto che si contrappongono ai 1.315 kg delle Ford Mustang, alleggerite rispetto a Daytona, cosí come le Lexus. Solo 10 kg extra invece per le nuove Corvette rispetto al season opener.

Le Ferrari 296 GT3 manterranno lo stesso peso minimo di 1.380 kg e la medesima mappatura del turbo rispetto allo scorso anno, cosí come le BMW M4 GT3, dominatrici nel 2023 tra le GTD, mentre le McLaren e la versione Evo dell’Aston Martin Vantage GT3 godranno di un incremento di potenza.

Le Porsche infine, che con Pfaff Motorsports trionfarono nell’ultima edizione in GTD Pro, sconteranno un peso di 1.360 kg (30 in più di Daytona e 20 più del 2023) ma potranno respirare a pieni polmoni grazie ad un incremento dei restrittori d’aria di ben 3,5 mm (X2) rispetto a Daytona, +1,5 mm ciascuno rispetto allo scorso anno. Per concludere, tutti i modelli subiranno modifiche alla capienza massima dei serbatoi, la cui capacità varierà dai 113 litri delle Lamborghini ai 99 delle BMW.

La parola andrà alla pista a partire da giovedí 14 marzo.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

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IMSA – 58 vetture pronte per Sebring

Fra due weekend torna il WeatherTech SportsCar Championship con la 12 ore di Sebring. Per la seconda parte della cosiddetta 36 ore della Florida, che torna in solitario dopo aver condiviso negli ultimi due anni l’appuntamento col WEC, sono attese la bellezza di 58 macchine, 5 in più del 2023.

Occhi puntati sulla Lamborghini SC63, che farà il proprio debutto anche nella serie americana dopo il debutto in Qatar, con Matteo Cairoli, Andrea Caldarelli e Romain Grosjean. Tra gli equipaggi spiccano nuovamente gli assi dell’IndyCar: oltre al già citato pilota francese sono attesi Scott Dixon, Tom Blomqvist e Colton Herta tra le 11 GTP, più il deb Colin Braun tra le LM P2 e Kyle Kirkwood in GTD Pro.

Qualche cambiamento nelle line-up Porsche, con Fred Makowiecki ad unirsi sulla 963 Penske #6 a Nick Tandy e Mathieu Jaminet, e Julien Andlauer a rimpiazzare Neel Jani sull’esemplare di Proton/Mustang Sampling al fianco di Gianmaria Bruni ed Alessio Picariello.

Tra le LM P2, da segnalare la presenza di Malthe Jakobsen, vincitore a Daytona per il Crowdstrike by APR, sull’Oreca del DragonSpeed con Rasmus Lindh ed Henrik Hedman, mentre niente doppio impegno per Ben Keating, schierato solamente sull’Oreca #2 di United Autosports.

In GTD Pro, tornano i vincitori di Daytona di Risi Competizione con Davide Rigon, Daniel Serra e James Calado. Assente rispetto a Daytona la Mercedes del Sun Energy 1, mentre l’unica differenza tra le GTD è data dall’assenza della Porsche del Kellymoss with Riley. Saranno infine ancora una volta quattro le Ferrari iscritte nella classe riservata ai Pro/Am con i vincitori 2022 di Cetilar Racing, Triarsi Competizione, AF Corse e Conquest Racing.

L’appuntamento per la 12 Ore di Sebring è per le 10.05 AM ET di giovedí 14 marzo con le prime libere. Qualifiche alle 12.20 PM ET di venerdí 15 e start della 72ma edizione della classica della Florida alle 9.40 AM ET, corrispondenti alle 15.40 nostrane, di sabato 16 marzo.

Piero Lonardo

Foto: Piero Lonardo

L’entry list della 12 ore di Sebring

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IMSA – Ferrari e BMW perdono i punti di Daytona, ma non il risultato sportivo

A distanza di un mese dal suo epilogo in pista, l’IMSA, ente patrocinatore del WeatherTech SportsCar Championship, ha annunciato di avere penalizzato i costruttori Ferrari e BMW per i risultati ottenuti alla 62ma Rolex 24 at Daytona.

La motivazione risiederebbe nelle prestazioni, ritenute superiori al previsto, da parte delle 296 GT3 e delle M4 GT3, prestazioni che, secondo la nuova interpretazione del Balance of Performance del campionato, avrebbero dovuto essere dichiarate fedelmente nei GT Manufacturers Technical Working Groups, l’organismo incaricato di raccogliere i dati dei costruttori per stabilire le equivalenze.

Il risultato sportivo, che ha visto trionfare in GTD Pro la Ferrari di Risi Competizione, non verrà comunque toccato, ma, al contrario di quanto accaduto nel 2023 all’Acura vincitrice del Meyer Shank Racing, non verranno ritoccati nemmeno i punteggi ottenuti da piloti e teams sia nelle classifiche del WeatherTech SportsCar Championship che della Michelin Endurance Cup.

Quindi anche la BMW del Paul Miller Racing non verrà privata del terzo posto tra le GTD Pro, cosí come le Ferrari di AF Corse, Conquest Racing e Triarsi Competizione, classificatesi alle spalle della Mercedes del Winward Racing, trionfatrice in GTD.

Ricordiamo che il prossimo appuntamento con la serie continentale americana è per la 12 Ore di Sebring, in programma il 16 marzo.

Piero Lonardo

Foto: Ferrari Races

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IMSA – Nasr e la Porsche beffano Cadillac a Daytona. Ferrari festeggia con Risi Competizione, più il podio delle GTD

Con un finale al cardiopalma, come spesso accade nelle gare lunghe del WeatherTech SportsCar Championship, la Porsche si aggiudica la 62ma Rolex 24 at Daytona. Dopo una battaglia durata sostanzialmente per tutta la gara, Felipe Nasr e la 963 #7 approfittano della 15ma ed ultima neutralizzazione per uscire dalla pitlane meglio di Tom Blomqvist, incaricato dello stint finale sulla Cadillac dell’Action Express.

Con ancora mezz’ora sul cronometro, il pilota britannico ha cercato in tutti i modi di ricucire il breve distacco sul battistrada, sul quale la V-Series.R aveva già avuto la meglio in almeno tre occasioni durante la gara, l’ultima appena 20’ prima, ma non c’è stato niente da fare, ed il tre volte campione IMSA va a festeggiare sul podio insieme ai compagni Dane Cameron, Matt Campbell e Josef Newgarden.

Cadillac grande sconfitta quindi di questa giornata dopo un dominio assoluto nella Roar e nelle libere, anche con la #01 del Team Ganassi, a lungo al comando ma persa a 9 ore del traguardo per un problema di natura elettrica, ma anche le altre vetture con chassis Dallara, le BMW, hanno ceduto sull’affidabilità, perdendo terreno prezioso.

Il “joker” giocato da Porsche a termini di regolamento, ha portato quell’affidabilità spesso mancata, soprattutto nel WEC, ma anche maggiori prestazioni, come dimostra la quarta posizione dell’altra 963 Penske nonostante le ben quattro penalità per eccesso di consumo di energia, ma anche le due Porsche private possono festeggiare l’arrivo, con la #5 di Proton quinta a pieni giri.

Nel mezzo l’Acura #40, il cui equipaggio, capitanato da quel Louis Deletraz sempre più determinante, ha saputo far fronte ad un paio di inconvenienti in gara; peccato per Filipe Albuquerque e l’altra ARX-06, ancora una volta in debito con la fortuna per colpa di un cablaggio.

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Anche la gara delle LM P2 è stata all’altezza delle aspettative. Complice il ban della categoria cadetta dalla serie mondiale, il parco partenti si è ulteriormente arricchito e ciò ha comportato un innalzamento del livello di competizione.

Alla fine sono state ben cinque le vetture a completare a pieni giri, e otto in totale al traguardo sulle tredici iscritte. Il successo alla fine ha arriso ad ERA Motorsport, già trionfatrice qui nel 2021, con un equipaggio che fa perno ancora sul veterano Ryan Dalziel. Niente da fare per i tutti i giovani leoni d’oltreoceano, tra cui ha spiccato sicuramente Malthe Jakobsen ed il Crowdstrike by APR, terminati ad appena 6”8 dai vincitori.

Completa il podio uno dei nuovi effort, il Riley pluricampione in LM P3, mentre necessiterà di una dovuta revisione l’esperimento Ligier del Sean Creech Motorsport, in evidenza, oltre che per la splendida livrea, per le tante neutralizzazioni procurate alla gara, ben quattro delle quindici occorse, anche se va ricordato che l’unica JS P217 in gara è stata completamente ricostruita dopo le ultime libere di venerdí.

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Solo una Mercedes infine rovina la festa totale Ferrari in GT. Risi Competizione torna a vincere, prima volta in GTD Pro e con la 296 GT3. Il successo, che mancava al team di Houston dalla Petit Le Mans 2019, è dovuto a tre degli alfieri di quell’impresa: James Calado, Daniel Serra ed Alessandro Pier Guidi, cui come lo scorso anno si è unito Davide Rigon.

La Ferrari #62 ha visto cadere uno ad uno tutti gli avversari più pericolosi, a partire dalla Lexus, poi la McLaren Pfaff, entrambe le Corvette, ed infine la BMW del Paul Miller Racing, quest’ultima ad onor di cronaca a leadership già acquisita, dando inoltre quella dimostrazione di affidabilità che era completamente mancata nel debutto dello scorso anno.

Peccato per le Lamborghini di Iron Lynx, con la #19 attardatissima al traguardo come le nuove Mustang, ulteriore delusione della gara, mai in contention, afflitte da problematiche di gioventù. A podio, oltre alla citata BMW, che chiude al terzo posto dopo un problema all’ultimo pit, la Porsche di AO Racing.

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Solo la Mercedes del Winward Racing infine si è frapposta ad una tripletta delle Rosse in GTD. Il team texano fa il bis del 2022 con Russel Ward, Indy Dontje, Philip Ellis – tutti già presenti due anni or sono – e Daniel Morad, pure al secondo successo sul circuito della Florida dopo la vittoria 2017 con la Porsche di Alegra Motorsports.

Miguel Molina nel finale non è riuscito ad avvicinarsi abbastanza alla AMG GT3 Evo #57 per tentare i sorpasso decisivo, e piazza la 296 GT3 di AF Corse #21 al secondo posto, a precedere gli esemplari di Conquest Racing di uno spettacolare Albert Costa, e di Triarsi Competizione trascinati da Alessio Rovera, i quali hanno avuto anche il piacere di condurre la gara nell’ultimo terzo. All’appello manca solo la vettura del Cetilar Racing, che pure ha saggiato la leadership, che purtroppo ha compromesso la propria gara a causa di un’uscita di strada da parte di Antonio Fuoco.

Per oggi è tutto. Rivedremo gran parte dei protagonisti odierni fra meno di due mesi per la 12 Ore di Sebring.

Piero Lonardo

Foto: Porsche Motorsport, ERA Motorsport, Ferrari Races, Winward Racing

L’ordine di arrivo della 62ma Rolex24 at Daytona

Winward

IMSA – Daytona: ad un’ora dalla bandiera a scacchi, Cadillac rompe gli indugi. Ferrari-Risi leader indisturbata in GTD Pro

Quando manca meno di un giro della lancetta grande a Daytona, la Cadillac di Action Express ha deciso di rompere gli indugi e iniziare a tirare con Tom Blomqvist. Il driver britannico ci ha messo pochi minuti a ricomporre il distacco dalla Porsche #7, che non è mai salito oltre i 10”, e sverniciare un alquanto remissivo Felipe Nasr, il quale aveva tentato un inutile overcut per accumulare più vantaggio.

La terza posizione è al momento saldamente nelle mani dell’equipaggio dell’Acura #40 del WTR w/Andretti, stante la difficoltà da parte dell’altar Porsche Penske, di mantenere un equilibrio soddisfacente fra prestazioni e consumi.

Affascinante la battaglia fra le LM P2. ERA Motorsport, grazie a quasi tre ore di corsa libera, ha mantenuto il vantaggio sul Crowdstrike by APR, che ancora una volta con Malthe Jakobsen al volante, sta tentando di ricucire il distacco, che a 60’ dal termine ammonta a 14”. Sono comunque ben cinque le vetture ancora nello stesso giro, capitanate da Tom Dillmann con l’Oreca di Inter-Europol.

In GTD Pro, dramma per la BMW del Paul Miller Racing, che a causa di un errato montaggio del disco freno anteriore destro, è costretta ad una sosta extra, perdendo cosí anche la seconda piazza a vantaggio della Porsche di AO Racing. Un giro pieno permette alla Ferrari di Risi Competizione di pregustare il successo finale sfiorato due anni or sono.

Tra le GTD infine, la Mercedes del Winward Racing e Daniel Morad sono l’ultimo baluardo rimasto ad un successo delle 296 GT3 anche in questa categoria. Dietro la AMG GT3 #57 infatti scalpitano le due Ferrari di AF Corse #21 e Conquest Racing, con Miguel Molina ed Albert Costa al volante.

In questa categoria sono ben sette le vetture nello stesso giro, compresa le altre Mercedes del Korthoff Preston e Lone Star Racing, la Ferrari di Triarsi Competizione e la Lexus #14, che però con -50’ sul cronometro, si ferma in fiamme fuori dalla pitlane, provocando la 15ma Full Course Yellow della giornata, che potrebbe rimescolare le carte in tavola.

Piero Lonardo

Foto: Winward Racing

La classifica dopo 23 ore di gara

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IMSA – Daytona, 20ma ora: Nasr trascina la Porsche. Ko Corvette

Dopo 20 ore a Daytona, la Porsche Penske #7 è sempre al comando della Rolex24 davanti alla Cadillac di Action Express. Felipe Nasr nel corso della diciannovesima ora riesce ad uscire davanti a Jack Aitken nel rush della pitlane, affollata in regime di Full Course Yellow.

La neutralizzazione, che chiude un periodo di quasi tre ore di corsa libera, è stata chiamata per recuperare il cofano motore della Ligier LM P2 del Sean Creech Motorsport, responsabile quindi sinora di ben quattro delle quattordici neutralizzazioni.

Dietro i due major contender, Kevin Estre con l’altra 963 Penske si reimpossessa della terza piazza dopo aver ceduto in corsia box al sempre coriaceo Neel Jani; a seguire sempre l’Acura #40 e l’altra Porsche del JDC-Miller, uniche GTP a pieni giri fino allo scadere della 20ma ora, allorquando proprio Estre era protagonista di un fuori pista che lo poneva ancora una volta fuori dal giro dei primi.

In LM P2, Jakobsen, su una strategia leggermente diversa dal resto del lotto, regala provvisoriamente la leadership di categoria a Christian Rasmussen e alla vettura di ERA Motorsport, in precedenza sorpassata da Tom Dillmann, ora al volante per Inter-Europol/PR1 Mathiasen. In seguito Rasmussen tornerà legittimamente al comando, creandosi un cuscino di sicurezza nei confronti del reserve driver Peugeot Hypercar.

Sono invece le Ferrari a movimentare la competizione fra le GT. James Calado, nonostante una sosta estesa in regime di Full Course Yellow per cambiare i dischi freni posteriori, mantiene la seconda posizione alle spalle della BMW del Paul Miller Racing e poi ritorna addirittura al comando delle GTD Pro. La terza piazza è appannaggio della Porsche di AO Racing.

In GTD invece è l’esemplare di Triarsi Competizione a dare spettacolo, respingendo a lungo la Mercedes di Indy Dontje per la testa della categoria, salvo poi dover cedere la leadership alla Mercedes del Winward Racing. Purtroppo una toccata da parte della BMW del Paul Miller Racing, sanzionata solamente con un warning, spedisce fuori pista la 296 GT3 #023, che perde leggermente il contatto col leader, ora insidiato a distanza dalla Lexus #12, che sornionamente ha condotto una gara attenta, con l’obiettivo del risultato finale.

Da segnalare i problemi occorsi alle altre tre Corvette in gara, dopo quanto accaduto alla #3. La Z06 GT3.R #4 iscritta da Pratt Miller in GTD Pro prosegue attardata di 16 giri, mentre i due esemplari di AWA in GTD sono invece stati entrambi costretti al ritiro per malfunzionamenti al servosterzo (la #13) ed elettrici (la #17).

Piero Lonardo

Foto: ERA Motorsport

La classifica dopo 20 ore di gara